Mondragone, residenti in rivolta: “Mandate via i bulgari, o lasciate fare a noi”

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Roma, 27 giu – Urla, scontri, furgoncini incendiati, sedie che volano dai balconi. Mondragone più che un focolaio è una polveriera, con i residenti italiani in rivolta dopo che alcuni bulgari hanno violato la zona rossa. Le forze dell’ordine erano riuscite a riportarli all’interno dell’area ma sembra che alcuni positivi al coronavirus siano poi riusciti a uscire dalla palazzine facendo perdere le proprie tracce. Di qui l’accesa protesta dei residenti, con un apposito presidio da loro organizzato perché preoccupati per il rischio di diffusione dei contagi. Gli immigrati hanno risposto in modo tutt’altro che conciliante, iniziando a lanciare sedie e oggetti vari dai balconi.

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La rabbia dei residenti

L’intervento delle forze dell’ordine e l’avviso del governatore campano Vincenzo De Luca, “se dovessimo avere 100 positivi dopo 3/4 mila tamponi di screening, sarà chiusa tutta Mondragone”, non sono però bastati a placare gli animi. Anzi, la rabbia continua a montare.
“A manganellate li dovete prendere: perché vi siete fatti prendere in giro per tutti questi anni? Mandate via i bulgari o ci pensiamo noi“, hanno gridato alcuni abitanti di Mondragone che hanno circondato il Comune. Secondo Il Mattino i manifestanti “chiedono la linea dura e non si preoccupano di passare per gente avvezza alla giustizia-fai-da-te, men che meno si ci si preoccupa di passare per razzisti”. A ben vedere però i residenti sono più che altro fortemente arrabbiati con le istituzioni che reputano responsabili della pessima gestione dell’area e in generale del degrado della zona. “Hanno preso in giro tutta la città, solo qui a Mondragone si è osato violare una zona rossa: reagite, dovete reagire, o lasciate fare a noi: voi giratevi dall’altra parte“, ha urlato qualcuno.

Una zona abbandonata a se stessa

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, teme che le proteste possano sfociare “in questione razziale”. Soliti spauracchi a parte, quella che sembra invece evidente è la paura dei residenti. Generata non soltanto dall’improvvisa diffusione del virus nella zona. Perché come ammesso da De Luca la situazione a Mondragone è “incancrenita da dieci anni di fronte alla quale tutti hanno girato la testa. Una questione che prima che alla Regione spetta in primo luogo al ministero dell’Interno, alla prefettura, alle forze ordine risolvere. Per dieci anni si è fatto finta di non vedere che questo problema c’era”. Affermazioni che suonano come il classico scaricabarile, nessuno si assume la responsabilità di un disastro palese. E’ sempre colpa di qualcun altro.

Alessandro Della Guglia

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