Agli ordini dell’Olanda, il ministro viene a Roma a dettare le condizioni al governo: o Mes o niente aiuti

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«Tutti vogliamo l’accordo sul recovery fund, ma al momento non c’è garanzia di successo». E se all’Italia servono soldi? Usi il “Mes”. Brutale Stef Blok, il ministro degli esteri olandese mercoledì a Roma. E’ venuto nella Capitale a dettarci le condizioni: o Mes o niente aiuti all’Italia. Da Roma ha incontrato in videoconferenza la stampa italiana a Bruxelles, dopo i suoi colloqui con i ministri Luigi Di Maio ed Enzo Amendola. Avranno preso appunti?

Non ci siamo. Il diktat dietro dietro una facciata di cordialità. Blok fa capire che al momento le carte in Europa le dà l’Olanda e la solidarietà europea nei confronti dell’Italia esiste ma solo a una condizione. E le condizioni le detta, ancora una volta, l’Olanda, che in questa fase ha assunto il ruolo del gendarme d’Europa contro gli scialoni Paesi mediterranei. Ma è in  particolare contro l’Italia che il governo dei Paesi Bassi sembra aver ingaggiato una vera e propria guerra: Mes, Recovery Fund e riforme richieste a Roma sono i paletti per accedere agli aiuti europei.

Chi ha creduto nelle promesse del premier Conte lasci ogni speranza: secondo lui i negoziati con l’Europa sarebbero a buon punto e i “fiumi di denaro” mai visti prima sarebbero alla portata. Invece non ci siamo. Il ministro olandese ha ribadito che il suo governo è assolutamente intenzionato a portare avanti le trattative sul Recovery: ma ha messo da subito le mani avanti. Ha ricordato come «non esista alcuna garanzia di successo del piano di aiuti europei»; e ha anche chiesto «passi sostanziali». Ossia l’Italia deve attuare le riforme promesse da Conte all’Europa, altrimenti dall’Ue non arriverà alcun aiuto. Senza queste condizioni – ha fatto capire Blok – l’Olanda e i cosiddetti Paesi “frugali”, saranno pronti alle barricate. E il nostro governo di incompetenti prono.

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L’Aja detta le regole

L’Aja detta le regole: vuole garanzie sulle riforme, vale a dire quelle “misure necessarie per un conti sostenibili ed un’economia competitiva”. Facile, basterà obbedire e seguire pedissequamente le raccomandazioni della Commissione europea, che devono essere “la base” per il negoziato sul Recovery Fund. La ricetta degli olandesi si basa sulla sorveglianza garantita dalla Commissione sugli Stati. E dunque: misure che garantiscano conti a posto. E se non si arriva ad un accordo sul recovery fund, c’è il Mes.« Il Mes è ancora aperto», ha scandito il ministro. Se l’Italia ha bisogno di aiuti subito, usi gli oltre 36 miliardi di euro che le spettano dai 240mld a disposizione con la nuova linea di credito istituita nel Salva Stati per la pandemia. Il ministro dice di aver apprezzato “la convocazione degli Stati generali dell’economia da parte di Conte”. Ma serve qualcosa in più. Insomma, l’intesa a 27 è ancora lontana. Tanto che a Bruxelles non escludono un secondo vertice entro la fine di luglio, oltre al consiglio europeo straordinario convocato oggi dal presidente Charles Michel per il 17 e 18 luglio.

La presidente dell’esecutivo di Palazzo Berlaymont si è detta anche d’accordo su una soluzione-ponte di 11 miliardi e mezzo per mettere a disposizione risorse a partire da settembre, in quanto il recovery fund sarà operativo da gennaio 2021, se tutto va bene. Ma proprio la soluzione-ponte è argomento ancora dibattuto nello scontro tra nord e sud Europa. I ‘frugali’ sono contrari perché, dal loro punto di vista, l’Ue ha già messo a disposizione 540mld di aiuti, tra la linea di credito del Mes (240mld), l’intervento della Bei (200mld) e il piano Sure della Commissione (100mld che però, va detto, non saranno disponibili prima di settembre). Della serie: se l’Italia ha bisogno di soldi subito, usi queste risorse. Tradotto: usi il Mes, che dispone di fondi pronti all’uso, oltre 36mld per l’Italia. Blok lo dice esplicitamente a Roma.

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