“Covid, Lombardia promossa”: lo dice la Fondazione The Bridge (e nel cda c’è il fratello di Gori)

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Un giudizio positivo su come la Regione Lombardia ha gestito l’emergenza coronavirus. È quello espresso dalla Fondazione The Bridge, che ha analizzato dati e procedure nello studio “Covid-19, la gestione dell’emergenza e incertezza. Il focus lombardo”. In particolare la Fondazione ha lodato “la veloce riconversione dei reparti non-Covid in Covid; la risposta immediata delle strutture private nel concedere posti letto per i ricoveri Covid; la capacità di organizzazione per una migliore strutturazione della cosiddetta Fase II”. Insomma, lo studio di The Bridge, nel cui consiglio di amministrazione siedono l’infettivologo Andrea Gori, fratello del sindaco Pd di Bergamo Giorgio, e Giovanni Rezza, direttore malattie infettive dell’Iss, fa giustizia dei numerosi attacchi rivolti alla giunta Fontana, confermandone la natura squisitamente politica e strumentale.

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“In Lombardia non si può prescindere dai numeri”

L’analisi sottolinea come la Lombardia sia riuscita a riconvertire i posti per la terapia intensiva, passando da 724 a circa 900 già all’inizio di marzo. Tutto questo, nonostante i casi registrati fino alla fine della Fase I (77.568) siano stati nettamente superiori della somma dei casi di Piemonte, Emilia Romagna e Veneto insieme (71.764) o al resto del Paese. “Non si può prescindere da questi fatti, dalle gravi ripercussioni su tutta l’organizzazione clinica e ospedaliera”, ha spiegato Rosaria Iardino, presidente della Fondazione.

Dalla Fondazione “un giudizio ragionato, al di là delle polemiche”

“Abbiamo cercato di costruire un giudizio ragionato, al di là delle polemiche politiche e mediatiche, dei pareri spesso discordanti e dei dietrofront degli esperti in questi mesi. Il nostro giudizio finale, nonostante alcuni errori commessi, come l’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio o la gestione delle realtà delle Rsa sulla quale indagherà la magistratura, è comunque positivo”, ha chiarito Iardino. “Questo studio – ha detto ancora la presidente di The Bridge – vuole essere uno spunto per riflettere sulle fragilità emerse rispetto all’organizzazione del sistema socio-sanitario territoriale, ma vuole anche cogliere gli aspetti positivi che troppo spesso sono stati sottovalutati o ignorati a causa delle sterili polemiche politiche delle quali, durante un’emergenza come questa, avremmo fatto volentieri a meno”.

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