La sinistra contro Montanelli dimentica il manifesto di Sartre sulla pedofilia

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I progressisti che accusano Indro Montanelli di pedofilia, prendendosela vigliaccamente con una statua che non ha la possibilità di difendersi, dimenticano le parole e le tesi dei grandi pensatori della sinistra come Jean-Paul Sartre.

Il filosofo francese sottoscrisse insieme ai nomi più illustri della sinistra europea come Simone de Beauvoir e Michel Foucault il Manifesto in difesa della pedofilia pubblicato su Libèration. Come ricordava qualche tempo fa Sergio Romano sul Corriere della Sera, la petizione fu lanciata nel 1977 dopo che tre uomini erano stati arrestati per avere avuto rapporti sessuali con ragazzi non ancora quindicenni ed erano stati tenuti in carcere per più di tre anni in attesa di giudizio. Ma i ragazzi non erano stati oggetto di violenze e si erano dichiarati, a quanto pare, consenzienti.

Da qui venne lanciata la petizione, firmata da tutto il gotha della sinistra e dell’intellighenzia dell’epoca – Louis Aragon, Roland Barthes, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, André Glucksman, Felix Guattari, Jack Lang, Bernard Kouchner, Jean-Paul Sartre, Philippe Sollers – per chiedere di eliminare dal codice leggi che gli intellettuali di sinistra ritenevano desuete e non al passo con i tempi. “Il testo – sottolinea Romano – non teneva conto della vulnerabilità psicologica di un minore e delle ricadute che questa estensione della libertà sessuale avrebbe potuto avere sulla sua vita”.

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Ma il manifesto non è certo un caso isolato. Movimenti a favore della pedofilia sono spesso emersi negli ultimi decenni da ambienti vicina alla sinistra progressista europea e anglosassone. Come spiegava qualche tempo fa Riccardo Ruggeri su Italia Oggi, per chi fosse interessato, al di là della Manica, troverebbe nei mitici anni ’70, quelli delle famose Utopie libertarie anglosassoni, una certa Pie (Paedophile Information Exchange), una setta legata ai Labour (National Council for Civil Liberties) che aveva l’obiettivo di “permettere legalmente a un adulto di avere rapporti sessuali con bambini consenzienti di 10 anni”. E anche nel secondo millennio i pedofili colti non mollano: come Jürgen Trittin, ex leader dei Verdi tedeschi, che qualche anno fa aveva esaltato il suo manifesto pedofilo anni ’80.

Diversamente dal caso Montanelli i politicamente corretti diranno che erano “altri tempi”, perché a quel mondo fanatico piace deconstetualizzare i fatti a seconda delle convenienze politiche. Che puntano il dito contro gli avversari di sempre – come Indro Montanelli – in nome di un muovo moralismo politically correct, dimenticando volutamente la propria storia. Purtroppo per loro Il Manifesto in difesa della pedofilia è lì ed è storia. Non toglie nulla alla grandezza di Jean-Paul Sartre o Michel Foucault ma la dice lunga sull’ipocrisia della sinistra e sulla furia iconoclasta di questi tempi.

il giornale.it

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