L’Anpi multata per aver violato il lockdown del 25 aprile: non vuol pagare

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L’Anpi non ci sta a pagare la multa di 400 euro. Perché loro, i partigiani, in piazza ci possono scendere in barba alle regole del lockdown, non come quelli di destra, criticati per i presunti “assembramenti” del 2 giugno a Roma.

L’ultima paradossale vicenda di “doppiopesismo” si registra a Cosenza, dove una donna, una “partigiana”, presidente dell’Anpi locale, si rifiuta di pagare la multa inflittale dalla polizia per aver violato il lockdown del 25 aprile. Aveva portato i fiori per un sit-in su un luogo simbolo della Resistenza.

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La partigiana non rispetta le regole?

Maria Pina Iannuzzi era stata così multata per aver violato le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico Covid-19. Ma dopo aver incassato la solidarietà e l’indignazione del Pd locale, la donna si è decisa a fare ricorso al prefetto contro la multa.  Sostiene che avesse preso le giuste precauzioni e che l’obiettivo della sua uscita di casa era molto importante, quello di portare i fiori su un luogo simbolico, il Largo dei Partigiani, nella città vecchia. L’Anpi sottolinea inoltre che le associazioni partigiane e combattentistiche erano autorizzate a partecipare alle celebrazioni per il 75º  anniversario della Liberazione.

La conferma di quello che tutti sapevamo: alla sinistra era stato concesso di violare il lockdown per la Liberazione, alla destra non di manifestare liberamente in piazza, a lockdown, peraltro, ampiamente allentato.

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