Luca Palamara, le intercettazioni: “Berlusconi no, la Casellati sì”. Si parla anche del presidente della Repubblica

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Sul caso Luca Palamara altre intercettazioni che delineano ancora una volta come lo stesso magistrato e i suoi colleghi facessero anche politica. Palamara, parla con il presidente dell’Anm Francesco Minisci, delle dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente dell’Anm Antonio Sangermano, che aveva dichiarato che la legge Severino (che prevede l’incandidabilità dei condannati) su Silvio Berlusconi non doveva essere retroattiva. “L’ho chiamato (Sangermano ndr), e gli ho detto che quei passaggi non mi sono piaciuti. Il fatto è molto grave, e il riferimento a Berlusconi mina la credibilità guadagnata negli anni”. Minisci replica: “Non abbiamo bisogno di Sangermano”, si legge nei colloqui pubblicati da La Verità.

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Palamara poi parla di Sangermano anche con il procuratore Paolo Auriemma: “Fra poco si dimette”. Auriemma  spiega che secondo lui quella intervista non gli sembra così scandalosa. Palamara si arrabbia: “Mai saputo che anche tu fossi berlusconiano e di destra, la destra di Unicost è in leggera estinzione”. Ma non è l’unica scoperta che fa la Verità. In una chat di gruppo Valerio Savio, ex vicepresidente Anm si preoccupa con i colleghi: “Pensate se a Natale ci ritroviamo una maggioranza Lega-Meloni-Berlusca”. Il pm Alberto Galanti risponde: “Berlusca lo cestinano, non gli serve più”. Ma Savio incalza: “E se lo mandano al Quirinale?”. La risposta arriva da Marco Patarnello, magistrato di sorveglianza di Md: “Non mandano Berlusconi al Quirinale, ma la Alberti Casellati. Perchè questo lo possono fare”.

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