Open Arms, Matteo Renzi evita il processo a Salvini: Italia Viva diserta il voto in Giunta, un messaggio a Conte

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Nonostante la soffiata su due ex grillini, Matteo Salvini sembrava non nutrire grande speranza nell’esito del voto in commissione Giustizia di martedì 26 maggio, quello per cui la giunta per le immunità deciderà se rinviarlo a giudizio o meno. “Comunque finisca – commentava il leader della Lega accusato di sequestro di persona per aver tenuto in mare 164 migranti a bordo della Open Arms – poi l’aula mi manderà a processo”. Uno sfogo amaro, soprattutto dopo le intercettazioni emerse in questi giorni dove i togati si confessavano di dar contro a Salvini “anche se aveva ragione”. “Solo me – è ormai certo – vogliono processare… Intendiamoci, io le responsabilità me le assumo tutte e anche di più: una ong spagnola, nonostante un porto sicuro in Spagna, ha portato i migranti in Italia. Io ho difeso la sovranità, la sicurezza, l’onore e la dignità italiani. E rifarei tutto quanto”.

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Ma in soccorso del leghista ecco Matteo Renzi.  A poche ore dal voto, I tre senatori di Italia Viva che fanno parte della Giunta delle elezioni e delle immunità hanno reso noto che non parteciperanno al voto. “Ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”. 

Di fatto, Renzi evita a Salvini il processo. Il leader leghista ora ha dalla sua parte ha già dodici voti sicuri (5 della Lega, 4 di Forza Italia, 1 di Fratelli d’Italia, 1 delle Autonomie e quasi sicuramente il voto dell’ex M5s Mario Giarrusso, considerato fino a questa mattina l’ago della bilancia ma a questo punto non più determinante) contro otto a favore del processo (Anna Rossomando del Pd, Pietro Grasso di Leu, Gregorio de Falco del Misto e i cinque senatori M5s, sebbene con un paio di incerti). Una mossa, quella di Italia Viva, anticipata alla vigilia da Augusto Minzolini in un retroscena. Una scelta di coerenza, quella del garantista Renzi. Ma anche una scelta che ha un significato politico: Renzi manda un altro segnale a Conte, cerca un vero governo di unità nazionale per uscire dal pantano del coronvirus. Governo che, oggi, senza Salvini e la Lega è impossibile anche soltanto da ipotizzare.

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