Parla Simone Di Stefano: “Il sovranismo è vivo. La pandemia mette a nudo i limiti di globalismo e Ue”

Roma, 25 mag – Cercare di dare una direzione e una definizione al sovranismo, fungere da laboratorio di idee per un’opposizione che troppo spesso resta in superficie e punta ad un consenso immediato, denunciare le storture di questo sistema finanziario e trovare la via per un’Italia libera e sovrana. E’ questo il Simone Di Stefano pensiero, raccolto nel libro-intervista “Una Nazione, edito da Altaforte e curato dal caporedattore del Primato Nazionale Valerio Benedetti (QUI il link per l’acquisto online). Abbiamo dunque chiesto a colui che fu il candidato premier per CasaPound alle elezioni del 2018, di spiegarci il suo j’accuse nei confronti dell’Unione europea e del globalismo.

Perché un libro proprio ora? Qual è l’obiettivo di “Una Nazione”?

La volontà è quella di fissare la direzione del sovranismo in questo momento storico, che appare ricco di voti ma povero di idee. Serve una visione complessiva di quello che una compagine politica deve chiedere, serve poi la capacità divulgativa di semplificare i concetti per renderli comprensibili da chiunque, da tutti quelli che subiscono le storture di questo sistema finanziario, mettendo a disposizione una lettura comprensibile dell’economia, dell’euro, insomma di quello di cui si parla in questo momento. E’ fondamentale perché se una compagine sovranista si comporta bene può governare questa nazione da qui a breve. Lo stesso titolo del libro, Una Nazione, ricalca l’idea che ci si debba sentire appunto una nazione e non un paese o una provincia dell’Unione europea. Siamo una delle prime nazioni al mondo e senza questa consapevolezza non potremo considerarci una nazione sovrana.

Esiste un modello? Quali sono le altre nazioni sovrane? 

Tutte quelle potenze industriali che ancora hanno la sovranità monetaria e una banca centrale. Penso al Giappone, agli Usa, alla Corea, alla Cina, la Gran Bretagna, il Canada…

Cosa cambia con la pandemia di coronavirus? Si rafforzeranno gli stati nazionali e per la globalizzazione sarà una battuta d’arresto, oppure vedremo un’accelerazione dei processi già in atto e si procederà in direzione della costituzione di un governo mondiale?

Io penso che la crisi causata dal Covid-19 possa essere un assist per i sovranisti e per chi crede nell’esistenza dei confini. Le nazioni sovrane stanno cercando di mettersi di traverso rispetto alla narrazione globalista che cerca di sfruttare il virus per dare forza alle strutture sovranazionali e dei rappresentanti delle élite come Zuckerberg o Bill Gates. Gli Usa hanno addirittura tagliato i fondi all’Oms. In Italia sono apparsi tutti i limiti dell’Unione europea, che dimostra di non saper reagire di fronte alle emergenze essendo un meccanismo basato su contratti e pregiudizi. E’ paralizzata nelle sue contraddizioni di sempre.

Il sovranismo quindi non è morto?

Il sovranismo è vivo e non mi sembra che finora si sia palesato bene in nessuna nazione, ha avuto più che altro una funzione di spinta politica in quelle nazioni che erano già sovrane e hanno sfruttato le leve della propria sovranità, come la moneta, il bilancio, la banca centrale. Altri possono farlo e noi no, altrove diventa un fattore di ricchezza e da noi no, noi andiamo dritti verso il baratro perché qualcuno ha deciso che qui la moneta non va stampata e non deve circolare.

Qual è dunque l’orizzonte politico del sovranismo? 

Quello della grandezza nazionale, che non può essere realizzato se non si lavora per avere uno stato organico, una nazione libera e sovrana dove tutti abbiano una base di partenza uguale per sviluppare le proprie potenzialità. Come Italia abbiamo grandi capacità ma se non coordinate si creano tutte le storture che sappiamo: la mafia, la camorra, il malaffare, il degrado etc

Ma se oggi ci ritroviamo con questa classe dirigente, i Palamara, lo strapotere della magistratura, la corruzione etc è forse colpa delle ingerenze estere?

I Palamara e compagnia sono frutto della dittatura mediatica. Tutti i principali media sono schierati da una parte, ci vogliono convincere dalla mattina alla sera che Conte è bravo e che la magistratura funziona. In questa nazione permane l’ingiustizia sociale perché facciamo governare dei pagliacci, gli italiani non sono liberi di scegliere perché non gli vengono prospettate tutte le posizioni politiche, ma sempre le stesse.

Qual è il tuo rapporto con l’opposizione? Faccio riferimento in particolare a Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Salvini e Meloni sono i vertici ma le idee e gli indirizzi devono arrivare dal basso. non mi sembra che dietro abbiano sempre un’ideologia o un visione, ma semplicemente incarnano lo scontento popolare su tanti temi a partire dall’immigrazione. Per arrivare a sostenere che una banca centrale debba comprare i titoli non collocati sul mercato c’è voluto tanto tempo, è stato un processo lungo. Anche solo per arrivare a questa semplice posizione. La spinta sovranista è dirimente, deve essere ancora più forte per poter indirizzare questi partiti che non hanno ancora idee ben chiare su cosa vuol dire essere sovranisti.

Come vedi gli “altri” sovranisti? Penso a Paragone, Vox, Rizzo…

Il problema spesso in certe formazioni è che manca un po’ il contatto con la realtà. Non basta mettere il simbolo sulla scheda elettorale per superare la censura mediatica e gli sbarramenti, non basta dire ‘fondo un partito’ anche se sei senatore. Scavalcare questi ostacoli messi appositamente per non farti arrivare è dura, se si volesse costituire un nuovo soggetto per fare questa traversata serve una preparazione seria, tempo, determinazione. Fattori che ancora non vedo.

Davide Romano

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