Luca Zaia, modello Veneto: perché il governatore è l’unica vera opposizione a Conte e al partito degli arresti domiciliari

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Luca Zaia fa di testa sua e vince. È l’ unica vera opposizione al partito dello «stare a casa» e dell’«andrà tutto bene», quello rappresentato da Conte. Giusto l’ isolamento, ma prima o dopo bisogna uscire. Sicuri, certo. Tuttavia, a forza di stare chiusi tra quattro mura, il lavoro scappa, la crisi avanza e alla fine andrà tutto male. E allora si riapre tutto quello che si può. Cimiteri compresi. Niente limitazioni in base all’ età, ma in base alla «responsabilità». Zaia sta vincendo la battaglia contro il Covid grazie alla sua gente, che ogni giorno durante la conferenza stampa da Marghera non smette mai di ringraziare.

Il suo consenso cresce: su Facebook supera come interazioni quelle del premier. Circolano piani ambiziosi attorno all’ uomo di Godega di Sant’ Urbano, sinistra Piave. Si fa il suo nome per Palazzo Chigi. Chissà se Luca, come lo chiamano tutti, vorrà giocarsi 25 anni di carriera amministrativa provando la sfida romana… Lui per ora sta bene a casa, osannato dai veneti che ogni giorno lo seguono in diretta all’ ora di pranzo. Dà la linea come un condottiero. E chiunque lo segue. Dà fiducia.

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Due mesi fa anche il presidente veneto era in bambola, come tutti. Il primo morto di Corona è stato nell’ ospedale di Schiavonia, Padova. I reparti di terapia intensiva crescevano, i ricoveri pure. Poi i risultati dai tamponi di Vo’ Euganeo hanno segnato la svolta. Il professor Crisanti e l’ università patavina hanno scoperchiato il problema degli asintomaci. E allora vai coi tamponi per isolare più malati possibili, da curare però a casa per non affollare gli ospedali. Zaia ha avuto il coraggio di fidarsi di scienziati che non seguivano le direttive dell’ Oms e del governo. I risultati si sono visti: meno contagi, meno personale medico infetto, meno strutture sanitarie intasate. Poi il governatore ha scelto di sperimentare i test sul sangue allo scopo di trovare chi aveva gli anticorpi al morbo e nuovi farmaci.

Insomma, mentre Arcuri, Borrelli e Speranza predicavano di non disturbare il manovratore bolso di Palazzo Chigi, Zaia tirava dritto verso la vera liberazione. Sicuramente il governatore nei prossimi giorni inventerà anche un piano economico per la ripresa. Conte, guarda a impara dal Doge. A forza di inseguire, prima o poi resterai indietro.

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