Il dato choc sulle ventilazioni: “Negli Stati Uniti l’88% è morto”

Fatica, frustrazione e intuizioni; si combatte così contro il coronavirus in una delle periferie più povere di New York. Il Saint Joseph’s Medical Center, ospedale della città di Yonkers ma che confina con il famigerato quartiere newyorkese del Bronx, è in prima linea nella lotta al Covid ed è soggetto alla pressione rappresentata da un crescente numero di pazienti appartenenti a ceti malfamati.

Nella Grande Mela, epicentro del contagio negli Usa, i soggetti infettati superano le 257mila unità, più di un quarto degli oltre 809mila casi registrati in tutto il territorio federale.

Al Saint Joseph’s è in corso una dura lotta contro l’epidemia e l’85% dei soggetti lì ricoverati, ha evidenziato ieri Dagospia citando Rai News, è costituito proprio da malati di coronavirus.

Lo scenario materializzatosi tra quelle corsie, afferma il sito web creato da Roberto D’Agostino riportando le parole di Anthony Leno, un dottore in servizio presso quella struttura, è da vero e proprio “incubo”, in quanto “abbiamo così tante persone malate che non ci si può credere. In un turno, ho dichiarato il decesso di sei persone”.

La virulenza del Covid in tale periferia newyorkese ha causato ultimamente una fila di ambulanze ferme davanti all’ospedale di Yonkers, tutte cariche di pazienti colpiti dal morbo incriminato.

I contagi sarebbero favoriti dal fatto che la popolazione di quell’area disagiata è composta da famiglie numerose che vivono normalmente insieme in piccole case, rendendo difficile l’isolamento dei malati.

L’infezione, denuncia il medesimo organo di informazione, si è diffusa anche tra il personale sanitario del Saint Joseph’s, dato che, su circa 280 dipendenti sottopostisi a tampone, la metà di loro è risultata positiva al coronavirus.

Nonostante lo spaventoso afflusso di ricoverati, la struttura sanitaria rappresenta un esempio di efficiente organizzazione nella lotta all’epidemia in un’area urbana caratterizzata da una popolazione socialmente fragile, povera e costituita in gran parte da minoranze.

Grazie a interventi tempestivi e mirati, sottolinea Dagospia, è stato possibile aumentare agevolmente i 194 posti-letto in terapia intensiva del nosocomio, mettere su delle aree di trattamento dedicate alle persone affette dal morbo di Wuhan e creare delle squadre di medici destinate esclusivamente alla cura dei pazienti-Covid.

Per effetto di tali adeguamenti, evidenzia il portale web citando James Neuendorf, direttore di medicina generale del Saint Joseph’s, i medici sono stati in grado di “prendersi cura di un gran numero di pazienti, ben al di sopra dei numeri che normalmente vediamo ogni giorno”.

Prima che la struttura di Yonkers venisse riorganizzata al fine di gestire al meglio l’emergenza-epidemia, l’infezione aveva tolto la vita a più di 900 residenti di quell’area urbana compresa tra la contea di Westchester e il Bronx.

Il coraggio e la determinazione del personale dell’ospedale in questione nel salvare vite umane è stato testimoniato di recente da un video rilanciato dal Daily Mail e descritto sempre da Dagospia: “Un infermiere preme furiosamente sul petto di un uomo mentre cinque colleghi che indossano un equipaggiamento protettivo completo circondano il letto del paziente. Improvvisamente alzano le braccia e fanno un passo indietro: «OK, fate spazio! Fate spazio». Appena si allontanano il paziente, che era in arresto cardiaco, ha degli spasmi e muove le braccia all’indietro. È salvo, almeno per il momento, e viene ricollegato al respiratore. Molti altri al Saint Joseph’s Medical Center purtroppo non ce l’hanno fatta.”

Tuttavia, la cronaca della pandemia in corso a New York e nei suoi dintorni non è costituita solo da episodi di eroismo, ma anche da numeri agghiaccianti e macabri. Ad esempio, fa sapere oggi AdnKronos, quasi tutti i malati di Covid che avevano bisogno del supporto del ventilatore nelle cliniche di proprietà del più grande ente assistenziale dello Stato di New York, il Northwell Health, sono morti.

A denunciare ciò è stato un recente studio realizzato dal Consorzio di ricerca sul Covid-19 costituito presso la medesima fondazione no-profit e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of American Medical Association.

Secondo la ricerca citata dall’agenzia romana, dal primo marzo al 4 aprile “l’88 per cento dei malati sottoposti a ventilazione è morto nei 12 ospedali che fanno capo al Northwell Health. In totale, il 21 per cento dei pazienti Covid-19 curati presso il Northwell Health è deceduto, ovvero 553 pazienti”.

Lo stesso studio ha inoltre sottolineato che il tasso di mortalità si è rivelato particolarmente alto per i pazienti di età superiore ai 65 ann

il giornale.it

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