Covid-19, spunta tesi choc del gesuita: “Fa bene all’ambiente”

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Benedict Mayaki, padre gesuita, sembra essere convinto di come il Covid-19 possa contribuire alla salvaguardia ambientale del pianeta.

Quella che è stata chiamata “ecologia integrale”, insomma, non conosce limiti o confini ideologici. Tanto da attribuire persino al coronavirus – il patogeno che sta sconvolgendo l’intero globo terrestre – una sorta di qualità salvifica o comunque un ruolo simile. Ma c’è un però: il consacrato appartenente alla Compagnia di Gesù aveva sciorinato le sue argomentazioni mediante un articolo apparso su Vatican News ed intitolato “Coronavirus: l’ improbabile alleato della Terra”. Un pezzo che poi dovrebbe essere stato rimosso, considerando come sul portale ufficiale della Santa Sede non sia più rintracciabile. E questo è un retroscena di una vicenda che sta continuando a far parlare di sè. Certi emisferi cattolici, nel corso degli ultimi anni, si sono appiattiti sull’ideologia ambientalista. Mayaki, che è evidentemente un progressista, può essere inserito nell’elenco di coloro che hanno interpretato l’attivismo di Greta Thunberg alla stregua di una vera e propria speranza prospettica. E questo è un giudizio di merito che ha accomunato molti ecclesiastici di questi tempi.

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Padre Benedict Mayaki ha presentato tutta una serie di fattori che sarebbero utili a circoscrivere i “benefici non intenzionali” che il Covid-19 starebbe apportando. In questi giorni, numerose fotografie hanno immortalato una sorta di ripopolazione messa in atto dagli animali all’interno di habitat prima frequentati per lo più da esseri umani. E infatti per il gesuita – così come ripercorso dalla edizione odierna de La Verità – “….gli uccelli migratori, compresi i cigni, sono stati avvistati attraverso i corsi d’ acqua della città”. Ma questo è solo uno degli aspetti sollevati per mezzo della disamina. Viene dato spazio, com’era prevedibile, ad una riflessione accorata sullo stato del clima e dell’inquinamento: l’aria starebbe migliorando, mentre la Cina avrebbe ridotto le sue emissioni di carbonio. Tutti elementi che, per l’eccleasiastico, possono essere ascritti nel prontuario delle cose positive che starebbero accadendo.

I conservatori, con ogni probabilità, rimarcheranno come l’introduzione del culto della “Madre Terra” possa aver influito sulle dissertazione del gesuita. Ci si ricorderà di come le statutette raffiguranti la Pachamama abbiano monopolizzato l’attenzione dei commentatori durante il Sinodo panamazzonico dello scorso ottobre. L’origine dell’analisi del padre gesuita potrebbe essere stata alimentata da quella che i tradizionalisti considerano una contaminazione del culto cristiano-cattolico.

il giornale.it

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