Coronavirus: al confine con la Francia si scatena una “guerra fredda”

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Si è scatenata la caccia all’untore, al confine italo francese di Ventimiglia, in provincia di Imperia. E’ noto, che Italia e Francia non si sono mai potuti vedere di buon occhio, retaggi della seconda guerra mondiale, ma la situazione che si è venuta a creare con la psicosi coronavirus ha riacceso quei vecchi rancori, provocando una sorta “guerra fredda”, fatta di frecciatine e accuse velate.

A lanciare la prima pietra nello stagno è stato il sindaco di Mentone, prima città francese al di là della frontiera: “Visto l’aggravarsi della situazione in Italia e ansioso di preservare la sicurezza dei mentonesi e delle mentonesi, il sindaco di Mentone, Jean-Claude Guibal chiede l’istituzione di un piano sanitario di emergenza, una mobilitazione di ospedali e sanitari e il rafforzamento dei controlli sanitari alla frontiera oltre ai controlli di identità”, è riportato in una nota stampa della “mairie” (il Comune).

C’è, quindi, il politico Eric Ciotti, membro dell’assemblea nazionale delle Alpi Marittime che da Twitter annuncia di aver scritto al primo ministro, chiedendo un piano d’urgenza e dei controlli rinforzati alla frontiera. “Le Alpi marittime – scrive – registrano un flusso di decine di migliaia di persone con l’Italia”.

Quella che fino a qualche giorno fa, sembrava soltanto una boutade, oggi, a fronte della recrudescenza dei contagi non solo in Lombardia, ma anche in Liguria, sembra diventare pian piano una realtà. “Purtroppo, sulla spinta delle preoccupazioni dei cittadini francesi, si riparla di controlli in frontiera – afferma Roberto Parodi, presidente dei Frontalieri Autonomi Intemelii (Fai) -. Anche se riguarderebbero in particolare gli aeroporti e i voli provenienti da zone a rischio.

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Un controllo potrebbe essere possibile anche al confine per verificare le zone di provenienza”. Per il momento la notizia sembra essere smentita o, per lo meno, non ci sono conferme. Tuttavia, stamattina più frontalieri hanno segnalato la presenza di qualche agente che indossa la mascherina sanitaria sul treno dei pendolari italiani per la Francia.

C’è chi afferma che la mascherina viene indossata per il contatto con i migranti, chi per gli italiani e chi per semplici norme igieniche. D’altro canto, il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, ha scritto alla Prefettura di Imperia per chiedere, se è vero che ci sono diversi casi sospetti di coronavirus in Costa Azzurra e a Montecarlo in particolare.

Da quando Scullino ha lanciato l’appello dagli organi di informazione francesi e monegaschi iniziano ad arrivare notizie di casi sospetti con esito, per fortuna, “negativo”. Nel mirino di Ventimiglia, c’è anche il fatto che all’aeroporto internazionale di Nizza, che risulta essere il secondo di Francia, non c’è alcun controllo. E quindi, se da una parte i francesi vogliono precauzioni, accusando gli italiani di essere soggetti a rischio; dall’altra potrebbe rivelarsi l’esatto contrario. Per ora il campo di battaglia e quello dell’informazione e dei social, mentre a livello ministeriale la situazione sembra più diplomatica.

il giornale.it

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