Nuovi guai per Marinelli, il prof che osò criticare l’islam a scuola

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Quel giudizio negativo sull’islam sta costando molto caro al professor Pietro Marinelli, già docente di Diritto ed Economia all’Istituto superiore “Falcone-Righi” di Corsico, piccolo comune nell’hinterland milanese.

Tutto hainizio, come raccontava IlGiornale.it, il 31 maggio del 2017. Il professore entra in una classe quinta per la lezione di diritto internazionale e, come le buone maniere prevedono, quando fa il suo ingresso in aula gli studenti si alzano in piedi. Tutti, tranne una: un’alunna 18enne di origine egiziana che si giustifica affermando di essere in periodo di ramadan. Ne nasce una discussione. “Una pratica religiosa non ti dà certo diritto di non rispettare una consuetudine dell’Istituto”, fa notare il docente. Non poteva immaginare sarebbe stato l’inizio di un incubo. “Per sviluppare il suo senso critico ho provato a chiederle cosa significasse il ramadan. E lei sosteneva fosse solo un periodo di riflessione. Le ho detto che non è così. Che viene celebrato per ricordare la discesa dal cielo del Corano, parola increata di Allah”. Marinelli spiega l’origine e il significato del rito musulmano, accennando però valutazioni critiche nei confronti dell’islam stesso e di una pratica di digiuno che, a suo parere, “non sembra umana”.

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Critiche inaccettabili per la famiglia della ragazza. Poche ore dopo la madre scrive una lettera alla preside, Maria Vittoria Amantea e denuncia l’episodio: si tratterebbe, a suo dire, di “intolleranza religiosa”. Nella missiva vengono riportate alcune frasi che Marinelli avrebbe pronunciato al fine di “offendere e sminuire” la fede musulmana. Fatto sta che ragazza presenta pure un esposto ai carabinieri e lo stesso farà la preside “a tutela dell’onorabilità dell’istituto”. Per il professore arriva una punizione esemplare: sette giorni di sospensione e relativa decurtazione dello stipendio. Ma non è finita qua. Nel novembre dello stesso anno, Pietro Marinelli finisce nel registro degli indagati con l’accusa di discriminazione e odio razziale. Ora, come racconta La Verità, a due anni e mezzo di distanza dai fatti, l’incredibile vicenda di Marinelli si arricchisce di un nuovo tassello giudiziario. Due giorni fa, infatti, il professore è stato chiamato a ritirare una richiesta di rinvio a giudizio per vilipendio nei confronti della ragazza, come lui ha stesso ha raccontato sulla sua pagina Facebook.

“Il vero problema – scrive con tono sarcastico – dovreste saperlo, è che non si critichi l’islam! La questione più importante è il rispetto della religione musulmana, che nessuno deve permettersi di mettere in dubbio e nessuno deve osare dire che si tratta di un’invenzione artificiosa di un individuo che ha organizzato e diretto personalmente diciotto guerre e che ha avuto undici mogli”. Interpellato dalla Verità il professor Marinelli, nel ribadire la sua ricostruzione dei fatti, fa notare che l’accusa sembra aver adottato un criterio quasi da islam politico, sovrapponendo persona e religione, singolo e comunità. Certo è che chi osa criticare l’islam a scuola e sfidare il politicamente corretto non ha vita facile.

il giornale.it

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