L'”antidoto” delle Sardine: perseguitare Salvini

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Da giorni si attendeva la bestialità medica che si temeva arrivasse dagli antivaccinisti e invece è arrivata dalle Sardine che hanno lanciato una campagna dal titolo #nonfarticontagiare. Non ha niente a che vedere con l’emergenza sanitaria in corso e le parole sono traslate, dalla medicina alla politica, per continuare la loro solita campagna antisalviniana che, malgrado i rischi, non si è interrotta.

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Entrate nel dibattito fra biologi e virologi, le Sardine, a colloquio con l’Adnkronos, hanno infatti voluto precisare che loro, in concomitanza all’arrivo in Italia del virus che ha già richiesto misure da stato d’emergenza, proseguiranno l’indispensabile battaglia contro la «disinformazione» che starebbe prendendo di mira persone asiatiche. In verità, nessun giornale ha registrato questo fenomeno. Nei giorni scorsi, a Mattia Santori era stato chiesto come avrebbe votato al prossimo referendum sul taglio dei parlamentari. Ha risposto che la sua vita, al momento, «non gli permette di approfondire queste tematiche». Non si sa dove abbiano trovato il tempo di approfondire un tema dibattuto nientemeno che dall’Oms. Ed ecco che qui entra in gioco la cultura come vaccino: «La cultura non risolve il problema del coronavirus, le istituzioni stanno facendo la loro parte dando consigli e indicazioni importanti che vanno seguiti». E allora, di che parliamo? Ancora le sardine: «Certamente bisogna ascoltare la scienza, ma noi parliamo di discriminazione, attualmente nei confronti di persone dai tratti somatici asiatici, questo l’Italia non può permetterselo». Parliamo del paese che non ha neppure, come chiedeva l’immunologo Roberto Burioni, reso obbligatoria la quarantena per chi torna dalla Cina.

E mentre mezza Italia è, in pratica, in quarantena e si prevedono ulteriori chiusure pubbliche, le Sardine hanno inseguito, ancora, Matteo Salvini fino a Viareggio dove il leader della Lega era presente per il Carnevale. Tutto questo nonostante Santori abbia dichiarato pochi giorni fa: «La stagione delle piazze, così come l’abbiamo conosciuta, è forse finita». Il loro calendario dice il contrario. Hanno già fissato sette nuovi appuntamenti. Il 7 marzo a Firenze. Adesso la Toscana sarà la loro nuova Emilia Romagna. A Viareggio, erano solo in 200 e hanno intonato ovviamente Bella Ciao. Lo hanno fatto senza la mascherina d’ovatta, ma con «la mascherina della cultura». Delirio senza febbre.

il giornale.it

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