Migranti, sbarco nella notte a Lampedusa

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Nuovo sbarco sulle coste italiane. Questa notte sull’isola di Lampedusa sono arrivate autonomamente 16 persone, probabilmente provenienti dalla Libia.

Fra di loro ci sono due donne in gravidanza e 6 bambini molto piccoli. “Stanno tutti bene”, rende noto lo staff di Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Su Facebook è stata pubblicata anche una foto a corredo dello sbarco: “Sono arrivate autonomamente 16 persone, probabilmente provenienti dalla Libia – si legge -. Fra di loro due donne in gravidanza e 6 bambini. Stanno tutti bene”. Sul posto è stata immediatamente attivata la macchina dei soccorsi con la Guardia Costiera, i carabinieri e il personale della Croce rossa attivi già in serata al porticciolo di Lampedusa.

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Sullo sbarco di questa mattina c’è però, un piccolo giallo. Nella notte Alarm Phone ha lanciato un allarme per una barca in pericolo nella zona SAR di Malta, “con circa 40 persone in fuga dalla guerra in Libia”, ha scritto la ong su Twitter. In un tweet successivo, Alarm Phone afferma che “alle 23.00 abbiamo perso il contatto con la barca, quando era quasi arrivata a Lampedusa” e riferisce dal post pubblicato da una giornalista che era giunta notizia che “una barca con 14 persone è arrivata in porto poco dopo”. È la stessa barca? O sono due sbarchi differenti? Un mistero, a causa delle poche informazioni, che è proseguito per diverse ore. “La situazione – aggiunge ancora la ong – è ancora poco chiara, continuiamo a chiamare il telefono delle persone che hanno allertato Alarm Phone, e speriamo che la Guardia costiera continui ad investigare il caso finchè sarà chiarito”. La Ong ha cercato anche di dare una spiegazione. “Speriamo che si tratti della stessa barca e che abbiamo frainteso il numero di persone a bordo”.

Si tratta dell’ennesimo mini sbarco sulle coste siciliane. Un altro approdo era avvenuto venerdì, sempre a Lampedusa, dove erano arrivati sessanta immigrati, tra cui una donna. A soccorrere la barca, mal ridotta e inadatta a navigare in mare, era stato un gommone della Guardia costiera. Il gruppo, una volta sbarcato, è stato poi trasferito all’hotspot di contrada Imbriacola. Spesso le barche arrivano direttamente in Sicilia e non di rado scelgono i porti dell’agrigentino, prima di far perdere le proprie tracce e di abbandonare il relitto sulla spiaggia. Un sistema che permette di far sbarcare un numero ristretto di migranti. A gennaio due mini sbarchi si erano verificati nel giro di appena 24 ore: dodici provenivano dalla Tunisia e qualche ora dopo un barchino aveva sbarcato altri 9 maghrebini provenienti dalle coste libiche. A settembre una raffica di mini sbarchi sulle coste di Lampedusa aveva fatto temere il peggio, anche perché l’hotspot dell’isola lavora ad una capacità tre volte superiore alla sua relazione capienza. L’emergenza infatti, come spesso ha sostenuto il sindaco Salvatore Martello, non è tanto nell’accoglienza quanto nella rapidità del trasferimento una volta giunti a Lampedusa.

il giornale.it

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