L’avvertimento della virologa Ilaria Capua: “Il coronavirus arriverà in Italia”

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L’emergenza coronavirus non è ancora finita. E il Covid-19 arriverà anche da noi.

Non ha alcun dubbio la virologa Ilaria Capua che, ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, il programma che va in onda su La7, ha fatto chiarezza sul virus e sui suoi sviluppi futuri.

Come prima cosa, la virologa fa chiarezza sull’allarme legato al contagio senza sintomi, notizia che aveva gettato nel panico migliaia di persone. “I sintomi si mostrano dopo che il virus ha fatto il primo ciclo di replicazione, colonizzando gli organi”, chiarisce la Capua, parlando del periodo di incubazione che hanno tutte le malattie, “durante il quale il soggetto infetto non mostra sintomi”. E aggiune: “Tutte le malattie si sviluppano in fase presintomatica”. Per questo, appare del tutto normale che anche una persona malata, ma che ancora non manifesta i sintomi da nuovo coronavirus, possa contagiare qualcun’altro. Quindi, “se si ha un contatto ravvicinato con quella persona” è possibile contrarre il virus.

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Poi, la virologa lancia un appello: “Le aziende che hanno la possibilità di far lavorare con il telelavoro, per piacere comincino a pensarci”. Il motivo? “Questa infezione arriverà in Italia”, afferma convinta Ilaria Capua, che aggiunge: “Farà il giro del mondo, combinerà dei guai nei Paesi più poveri e quindi organizziamoci”. Laciando le persone a casa, si evita la diffusione del contagio, per questo sarebbe bene che le aziende iniziassero a pensare a questa possibilità. E avverte: “Questa non è una cosa che fra una settimana andrà via”.

Intanto, in Italia proseguono i controlli sui voli in arrivo dall’estero, mentre continua lo stop degli aerei con la Cina, scelta rivendicata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, anche all’interno del Consiglio straordinario di Bruxelles. “Vengono riconosciute le misure adottate come misure giuste”, ha detto al termine della riunione.

Fino ad oggi, si contano tre casi da nuovo coronavirus in Italia, tutti ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma: si tratta di due turisti cinesi, ancora in terapie intensiva, e del 29enne in buone condizioni. Invece, i 20 cinesi del gruppo di cui facevano parte anche i due ricoverati sono stati tutti dimessi, dopo le due settimane di quarantena.

il giornale.it

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