“L’islam ospite a messa offende la Chiesa. I fedeli si ribellino”

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«Parlare di abusi sui minori da parte di sacerdoti ignorando che oltre l’80% sono atti omosessuali significa non voler risolvere la questione», «Il problema più grave della Chiesa oggi è la tendenza al compromesso con il mondo, la rinuncia a proclamare la verità tutta intera».

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Parla in modo pacato il cardinale Gerhard Müller, ma i suoi giudizi arrivano chiari e netti. Mi accoglie molto cordialmente nel suo appartamento a due passi dalla Basilica di San Pietro, che ha mantenuto anche dopo aver ricevuto il benservito da papa Francesco, che in un modo un po’ brutale nel luglio 2017 non gli ha rinnovato l’incarico di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Cardinal Müller, tra venti giorni ci sarà il vertice in Vaticano sugli abusi sessuali, uno scandalo che sta offuscando l’immagine della Chiesa, ma che anche all’interno provoca molte tensioni
«Per la Chiesa è terribile che siano coinvolti dei sacerdoti, uomini che invece di avere una vita esemplare, abusano della loro missione. Rappresentanti di Gesù Cristo buon pastore che agiscono come lupi: è una perversione della loro missione».
La stragrande maggioranza degli abusi sessuali commessi da chierici sono in realtà atti omosessuali.
«È un fatto che oltre l’80% dei minori vittime di abusi sono maschi, e adolescenti. Dobbiamo prendere atto di questa realtà, sono cifre statistiche che non possiamo negare. Quanti non vogliono vedere questa realtà non vogliono risolvere il problema. Poi accusano coloro che dicono la verità di avercela con gli omosessuali in generale. Ma gli omosessuali in generale non esistono, è un’invenzione, evidentemente parlano per coprire i propri interessi. Nella Creazione non esiste il concetto dell’omosessualità, è un’invenzione che non ha alcun fondamento nella natura umana. Queste tendenze non sono un fatto ontologico, ma psicologico. C’è chi invece vuole fare della omosessualità un dato ontologico».
In vista del vertice di fine febbraio c’è già chi cerca di approfittarne per sostenere che non importa se un prete ha tendenze omosessuali, l’importante è che viva castamente. In Germania ci sono vescovi che si sono già dichiarati in questo senso.
«Sarebbe un crimine contro la Chiesa: strumentalizzare il peccato per istituire o normalizzare un peccato contro il VI comandamento, è un crimine. Non c’è nessuna via che possa portare alla legittimazione di atti omosessuali o anche atti sessuali disordinati. Se crediamo in Dio, crediamo che i 10 comandamenti sono l’espressione diretta della volontà salvifica di Dio verso di noi, sono la sostanza della moralità dell’uomo e della sua felicità, sono l’espressione della vita, della verità di Dio».
Nei giorni scorsi è stato denunciato il caso di una messa ecumenica a Milano, in cui una pastora battista ha proclamato il Vangelo, fatto l’omelia, distribuito l’Eucarestia dopo aver seguito dietro al prete la consacrazione. Il parroco ha detto che la transustanziazione è solo uno dei modi di comprendere l’Eucarestia. E questo tipo di ecumenismo non è un fatto isolato.
«È un atto quasi blasfemo. C’è una crassa ignoranza tra sacerdoti, vescovi e perfino cardinali: sono servitori della Parola di Dio ma non la conoscono, e non conoscono la dottrina. Se parliamo di transustanziazione, il Concilio Laterano IV, il Tridentino e anche il Vaticano II nonché alcune encicliche come la Mysterium Fidei (1965) hanno spiegato che con questa espressione la Chiesa constata la realtà della vera conversione del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Gesù Cristo. In Inghilterra al tempo di Edoardo VI ed Elisabetta I (XVI secolo) c’era la pena di morte per quanti credevano nella transustanziazione. Tanti cattolici sono stati martirizzati e non è che perdessero la vita solo per un modo fra i tanti di intendere l’Eucarestia, ma era per la realtà del sacramento».
Ma cosa può fare un fedele se si trova a una messa del genere?
«Deve protestare pubblicamente. Ha il diritto di andare via o, se è capace, può dire qualcosa: Protesto contro questa desacralizzazione della Santa Messa; Sono venuto qui per celebrare la messa cattolica, non per partecipare a un costrutto di un parroco che non sa nulla della fede cattolica».
Dopo il Giubileo della Riforma luterana, ora arrivano gli 800 anni dell’incontro di san Francesco con il Sultano. E già cominciano i corsi di islam nelle parrocchie e gli imam invitati in chiesa a spiegare chi è Gesù per l’islam
«Per noi è un’offesa dire che Gesù è solo un uomo, che non è il figlio di Dio, come si fa a invitare qualcuno in chiesa per farsi offendere? Ma oggi nel cattolicesimo c’è una cattiva coscienza verso la propria fede e ci si inginocchia sempre davanti agli altri. Prima il giubileo di Lutero, ora questo di san Francesco: si usano per protestantizzare e per islamizzare la Chiesa. Questo non è vero dialogo, alcuni di noi hanno perso la fede e vogliono farsi schiavi degli altri per farsi amare».
Qual è il problema più grave per la Chiesa oggi?
«La relativizzazione della fede. Sembra complicato annunciare la fede cattolica nella sua integrità e con una retta coscienza. Eppure il mondo di oggi merita la verità e la verità è la verità di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. I falsi compromessi non servono all’uomo d’oggi. Invece di proporre la fede ed educare la gente, si tende sempre a relativizzare, si dice sempre un po’ di meno, meno, meno, meno C’è una orizzontalizzazione del cristianesimo, lo si riduce in modo da piacere agli uomini d’oggi, invece così si inganna la gente».
Il Papa sta insistendo molto sul concetto di Fraternità universale. Come deve essere intesa per evitare la confusione?
«Non mi sono piaciute tutte quelle grandi lodi dei massoni al Papa. La loro fraternità non è la fraternità dei cristiani in Gesù Cristo, è molto di meno. Sulla base della creazione siamo tutti figli di Dio. Tutti abbiamo un padre nel Cielo, ma questo padre si è rivelato in Israele, a Mosè, ai profeti e alla fine in Gesù Cristo. Sicuramente fratellanza è evitare guerre contro l’uno o contro l’altro, evitare liti tra popoli, ma non possiamo ridurre la fraternità a questo. Una religione universale non esiste, esiste una religiosità universale, una dimensione religiosa che spinge ogni uomo verso il mistero. A volte si sentono idee assurde, che descrivono il Papa come capo di una internazionale di sinistra o capo di una religione universale, ma questo è assolutamente contro l’istituzione del papato di Gesù Cristo. Gesù ha istituito Pietro come primo e principio della sua successione nel papato a causa della sua confessione o professione di fede: Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo. Questa è la sostanza del papato, è la voce della confessione della fede della Chiesa e non il capo dell’Onu».
(La versione integrale dell’intervista è pubblicata su www.lanuovabq.it)

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