“Dammi la borsa o le faccio male”. E l’algerino punta il coltello alla bimba di 2 anni

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È finalmente arrivata la condanna da parte del gup del tribunale di Ancona ai danni del 60enne algerino che arrivò a minacciare una bambina con un coltello per indurre la giovane madre a consegnargli soldi e cellulare.

Il giudice Paola Moscaroli lo ha condannato a 5 anni di reclusione con rito abbreviato. Per il nordafricano il riconoscimento del reato di rapina pluriaggravata, in quanto protagonista di una rapina a mano armata a bordo di un mezzo pubblico, che lo rispedisce direttamente dietro le sbarre della casa circondariale di Montacuto (Ancona), dove si trovava già dopo una decina di giorni dopo il gravissimo episodio.

I fatti contestati al 60enne, uomo tra l’altro già allora gravato da numerosi precedenti di polizia, risalgono alla mattinata del 28 agosto del 2019.

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Il rapinatore magrebino salì a bordo del Conerobus 1/4 e prese fin da subito di mira la donna, decidendo di entrare in azione poco prima che la stessa si apprestasse a scendere alla sua fermata. Quando il mezzo pubblico raggiunse l’altezza di via Marconi, il malvivente si avvicinò alla giovane madre con la ferma decisione di compiere una rapida rapina. Per risultare ancora più convincente, puntò la lama di un coltello estratto dalla tasca alla pancia della figlioletta della vittima, una bimba di soli 2 anni. “Dammi la borsa o le faccio male”. Algerino punta il coltello alla bimba di 2 anniPubblica sul tuo sito

“Dammi la borsa o le faccio del male”, sussurrò l’uomo alla donna la quale, in preda al terrore, non esitò a fare quanto le era stato intimato senza fiatare per proteggere la sua piccola. Con il maltolto ben stretto in mano, un portafoglio con circa 20 euro ed un telefono cellulare, l’algerino scese a terra e si allontanò rapidamente dal bus nel tentativo di far perdere le proprie tracce. A bordo del mezzo pubblico nessuno si rese conto di quanto era appena accaduto.

Dopo essersi ripresa dal più che comprensibile choc, la vittima chiese aiuto al conducente dell’autobus, che allertò immediatamente le forze dell’ordine. La giovane madre raccontò ogni dettaglio utile alla cattura del rapinatore agli inquirenti della questura di Ancona, i quali fin da subito entrarono in azione per catturare il nordafricano.

Dopo una decina di giorni arrivarono i primi risultati, grazie all’analisi dei tabulati del cellulare della vittima, venduto ad un ignaro compratore che lo aveva acquistato come telefono usato in un negozio di elettronica.

Per lo straniero si spalancarono fin da subito le porte del carcere di Ancona, poi confermate anche dopo il giudizio direttissimo ed oggi, a quasi 5 mesi da quel terribile episodio, arriva la condanna a 5 anni.

il giornale.it

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