Iraq, colpi di mortaio sulla green zone. Scatta l’allarme all’ambasciata Usa

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Dopo il raid degli Stati Uniti che ha ucciso il generale Qassem Soleimani, leader delle Forze Al Quds, la tensione in Iraq resta altissima

Tra notizie e smentite di un nuovo attacco americano, i media iracheni annunciano che colpi di mortaio sarebbero caduti all’interno della green zone, la zona “cinturata” di Baghdad in cui è presente l’ambasciata americana, provocando almeno cinque feriti. Altre fonti, invece, parlano di altri razzi lanciati contro la base aerea d Balad, situata a 40 chilometri dalla capitale irachena, che ospita anche truppe americane. L’attacco – secondo quando riferito dal comandante della base, Sahi Abd al Amri, sarebbero rimasti feriti almeno tre militari. Razzi sulla Green Zone e su base area Usa a BaghdadPubblica sul tuo sito

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Proprio in concomitanza del lancio dei razzi, riporta l’Agi, il comando delle Brigate Hezbollah in Iraq ha chiesto alle forze di sicurezza irachene di “tenersi lontane dalle basi Usa almeno un chilometro a partire dalla serata odierna”.

L’Iran promette vendetta

Gli abitanti della Mezzaluna sciita – che si estende dal Libano all’Iran, passando per Siria e Iraq – oggi sono scesi in piazza per piangere la morte di Soleimani. “Morte all’America”, dicevano mentre promettevano vendetta. Una vendetta che arriverà, come testimonia il vessillo apparso sulla moschea di Jamkaran a Qom. Magari non oggi e neppure domani. Gli iraniani hanno tempi che non sono quelli dell’Occidente.

E non potrebbe essere altrimenti. Oggi, infatti, il presidente iraniano Hassan Rouhai ha fatto visita alla famiglia del generale, dove ha detto: “Gli americani non hanno capito l’errore che hanno fatto. Vedranno gli effetti di questo atto criminale non solo oggi, ma per gli anni a venire”.

il giornale.it

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