Se ne va il 2019. Si porti via anche bugie e doppia faccia del presidente del Consiglio, Giuseppi

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Il 2019 avrebbe dovuto essere un anno bellissimo, secondo Giuseppi Conte. Di bellissimo ha avuto solo l’azzeccata definizione coniata da Trump in un celebre tweet dedicato al presidente del Consiglio, Giuseppi, la doppia faccia appunto. Bellissimo, perché è un ritratto assolutamente veritiero di chi con le bugie governa da fin troppo tempo a palazzo Chigi. E se è vero il vecchio adagio popolare sulle bugie che hanno le gambe corte, non dovrebbe passare tropo tempo dal vedere il premier sdraiato con le natiche a terra.

Ne ha collezionate un’infinità, di balle, solo per restare agli ultimi mesi. Pur di governare col Pd ne ha infilate a ripetizione, senza vergognarsene.

Conte, bugie per restare a galla. Dalla Lega al Pd

Del resto, già maleodorava di suo, Conte, quando affermò nella solennità tipiche delle dichiarazioni insincere che “la mia esperienza a Palazzo Chigi finirà con questa maggioranza“. Poi si alleò con chi gli era stato all’opposizione. Dalla Lega al Pd e senza neppure arrossire.

Con Salvini ha abbracciato la tesi dei porti chiusi, dicendosi disponibile ad andare a processo pure lui sul caso Diciotti. Poi, indietro tutta al governo con Zingaretti e soci: i porti devono essere spalancati ai clandestini e il capo della Lega deve scontrarsi da solo con i giudici per la Gregoretti.

Era stato proprio Conte a  vaticinare come bellissimo il 2019. Peccato che l’Italia sia in uno stato costante di stagnazione economica, ultimo tra i paesi dell’Eurozona. Sicuramente più bello del 2020, quando pagheremo sei miliardi di tasse in più e del 2021, quando il prelievo fiscale salirà a undici miliardi.

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Spending review con due ministri al posto di uno

Tasse tasse tasse. Altro che tagli di spesa. Ogni tanto – quando se ne ricorda – Conte sposa qualche tesi di Cottarelli sulla spending review, salvo poi nominare due ministri al posto di uno nel momento in cui sbatte la porta Fioramonti. Al quale aveva promesso sostegno per un gruppo parlamentare “contiano”, salvo ripensarci al primo ringhio di Luigi Di Maio.

Clamorose le bugie in campo internazionale. Sul Russiagate si è cimentato in autentiche piroette sul caso del ministro della giustizia americano Barr, sapeva, non sapeva, lo ha detto, non lo ha detto.

Ancora peggio sul SalvaStati, il trattato europeo chiamato Mes, meccanismo europeo di stabilità. Lì è stato conosciuto come il Gran Bugiardo praticamente da tutti. L’intesa l’ha prima trattata segretamente, poi l’ha negata, per ora ha spuntato un rinvio. Se si farà effettivamente, sarà maledetto da generazioni di italiani.

Balle pure a Trump sulla Cina

Conte si è permesso persino il lusso di sbeffeggiare Donald Trump alla Casa Bianca. Ha finto di rassicurarlo sulle preoccupazioni del presidente americano riguardo agli accordi tra Italia e Cina. Rientrato in Patria se ne è fregato e vuole passarla liscia, il premier, persino rispetto alle raccomandazioni del Copasir, l’organo parlamentare che sovraintende ai servizi di sicurezza. In quella sede si è detto chiaro e forte – e all’unanimità – che le aziende cinesi di telecomunicazioni non devono entrare nell’affare 5G. Per questioni di sovranità e interesse nazionale.

Poi, altre bugie a ripetizione, sul caso Alpa e il proprio conflitto personale d’interesse, le balle sulla politica industriale dell’Italia e tante altre ancora.

Forse aveva ragione, nel 2018, la sottosegretaria Alessia Morani, a raffigurare su Facebook il premier come Pinocchio. Ma era all’opposizione, lei. Adesso sono insieme al governo e le bugie le trasformano in verità… Ecco, se lo porti via il 2019.

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