Ora la sinistra associa le sardine a Gesù Cristo. E la Chiesa tace

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Lo spirito delle “sardine” accomunato ai moti idealistici dei primi cristiani. Gesù Cristo politicamente assimilato alla stregua di un manifestante anti-salviniano.

Il “filo-sardinisimo” quale dimensione categorica di chi si professa cristiano-cattolico.

Come se chi frequenta le parrocchie non potesse, in nessun caso, essere a favore del dl sicurezza o dei “porti chiusi”. Sono solo alcune delle tendenze e delle definizioni che stanno prendendo piede. In alcune circostanze, la narrativa in questione è alimentata dagli stessi emisferi ecclesiastici. Da Suor Giuliana Galli, che dichiara di scendere volentieri in piazza al fianco dei nuovi profeti dell’attivismo, al gesuita e padre Bartolomeo Sorge, che intravede delle affinità tra il pesce inscritto sulle catacombe dei primi cristiani e la simbologia scelta da Mattia Santori e dagli altri leader movimentisti. Uno scambio dialettico che prosegue da settimane. Senza che dalle parti di piazza San Pietro fuoriesca una reazione contrariata di qualche tipo. Anzi, dal Vaticano è sopraggiunta persino qualche “benedizione”. Quella del cardinal Bassetti, quella del segretario di Stato Pietro Parolin, quella di mons. Nunzio Galatino: le alte sfere hanno in qualche modo preso posizione. Per quanto vadano distinte le simpatie dirette dai giudizi favorevoli e relativi al fatto che la politica possa ancora animare le giovani generazioni.

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Poi, dopo un po’ di ping pong dialogico tra posizioni diverse, è arrivato il carico di Dacia Maraini su IlCorriere: “Cristo – ha fatto sapere l’intellettuale – ha rifiutato il vecchio testamento con le sue vendette, la misoginia e l’intolleranza. Proprio come questi ragazzi”. Dove per “questi ragazzi” bisogna intendere le “sardine”. Viene fatto notare da più fonti come, anche in questo caso, le istituzioni ecclesiastiche non abbiano replicato. Il Papa, dando gli auguri alla Curia romana, ha parlato di un’epoca, quella a noi contemporanea, non più basata su un “regime di cristianità”. Le evidenze ci sono tutte. Ma la Chiesa cattolica non ha voluto rispondere piccata alle argomentazioni delle Maraini.

Tenendo a mente come le considerazioni della scrittrice abbiano almeno sfiorato i capisaldi della religione ebracia, vale la pena rimarcare come siano state le istituzioni religiose ebraiche ad obiettare e reagire: “Da una parte il Vecchio Testamento violento e misogino, dall’ altra la rivoluzione cristiana pacifica e le sardine. Oggi un cristiano informato sa evitare le banalità e le menzogne di questa antica opposizione, che è rimasta però in mente e in bocca ai laici più o meno credenti ma quasi sempre ignoranti”. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha le idee chiare. Così come le ha Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana: “Ecco come si alimenta il pregiudizio antiebraico. Se questa è la strada qualcuno arriverà a parlare anche di rinchiudere di nuovo gli ebrei nei ghetti”. Entrambe le dichiarazioni sono state riportate pure sull’edizione odierna di Libero.

La Maraini, forse volendo correggere il tiro, ha poi specificato:”Non intendevo parlare della religione ebraica, ma solo riferirmi alla Chiesa cattolica che certamente è stata nella storia misogina e vendicativa”. Ma gli esponenti della comunità ebraica non hanno affatto smorzato la polemica. La sintesi è più o meno questa: quando la sinistra equipara Cristo alle “sardine”, chiamando in causa pure la prima parte della Bibbia, il cattolicesimo, compresa la Ecclesia, sembra rimanere inerme. Proprio la fine di quel “regime di cristianità” di cui ha parlato il Santo Padre qualche giorno fa.

il giornale.it

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