Tetrapak, accise e giochi Ecco le 5 nuove tasse inventate dai giallorossi

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Cinque nuove tasse: quattro l’anno prossimo e una spettrale nel 2021 sotto forma di maggiori accise sui carburanti.

È questo, in estrema sintesi, il contenuto poco incoraggiante della legge di Bilancio che ieri mattina, dopo una maratona di 14 ore, è stata licenziata dalla commissione Bilancio del Senato. Lunedì prossimo il governo presenterà il maxiemendamento sostitutivo del testo su cui verrà posta la fiducia che dovrebbe essere votata al giorno stesso. Poi il testo così «blindato» andrà alla Camera per l’approvazione definitiva.

Esaminiamo ora le cinque gabelle con cui i contribuenti italiani dovranno confrontarsi, nessuno escluso. Le imposte, infatti, avranno ricadute sui prezzi di beni e servizi incidendo sui consumi, anche quando applicate alle imprese. È il caso della plastic tax che nell’ultima versione ha visto la propria aliquota abbassata a 0,45 euro al chilogrammo di materiale plastico non riciclabile. Pur essendo il gettito ridotto a circa 350 milioni, essendo applicata da luglio, essa riguarderà anche il tetrapak, il cartone plastificato usato per confezionare latte e altri alimenti liquidi. Identico discorso per la sugar tax, in vigore da ottobre. Il carico di 0,10 euro al litro o di 0,25 euro al chilogrammo per bevande analcoliche zuccherate porterà in cassa circa 50 milioni di euro l’anno prossimo, ma determinerà un aumento di prezzo che sfavorirà il consumo di questi prodotti determinando anche una perdita di posti di lavoro. Per sopperire alle minori entrate derivanti dalla rimodulazione di questi balzelli è stata introdotta una nuova versione della «Robin tax», un aggravio di 3,5 punti percentuali dell’aliquota sulle imprese concessionarie pubbliche. Anche in questo caso, però, si è cercato di scongiurare l’effetto recessivo dell’imposta applicandola solo a concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari. Esclusi i concessionari elettrici, radiofonici, televisivi e di telecomunicazioni per evitare un aumento delle bollette e del canone tv.

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Di limatura in limatura per garantire la tenuta complessiva di una manovra che si fonda su oltre 20 miliardi di deficit è stata aumentata la «tassa sulla fortuna», ossia il prelievo che si applica alle vincite ai giochi che superano i 500 euro. Dal primo marzo salirà al 20% e comprenderà anche le lotterie istantanee come i «gratta e vinci». Nel caso delle vincite alle new slot sopra i 200 euro, dal 15 gennaio il prelievo salirà al 20 per cento. Rivisti anche il prelievo erariale unico (Preu) e il payout (al 65%), cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite. La nuova formula, abbinata alla Robin tax, dovrebbe garantire una cifra compresa tra 400 e 500 milioni.

Occorre tenere conto che l’incremento dell’Irpef sui redditi connessi all’uso di auto aziendali è stato di fatto azzerato. Analogamente, la stretta sulle detrazioni per i redditi elevati è stata cancellata. Nel 2021, però, c’è oltre un miliardo in più di clausole sulle accise per i carburanti. leggi la notizia su ilgiornale.it

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