Parigi, scioperi, tensioni e scontri per la riforma delle pensioni

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La Francia, in specie Parigi, è ancora un fronte caldo da un punto di vista sociale. Le piazze oggi – in relazione allo sciopero nazionale che è stato indetto – hanno manifestato un grosso malcontento: la riforma delle pensioni non sembra piacere a buona parte del popolo francese.

Emmanuel Macron deve quindi prendere in considerazione anche quanto accaduto nella giornata odierna, per quanto il malessere dei cittadini transaplini sia stato evidenziato sin dall’inizio della sua presidenza. Macron, poi, è da tempo consapevole di come l’intervento predisposto non soddisfi le richieste di molte parti sociali. Ma il leader progressista non sembra intenzionato a passi indietro.

Scioperi, tensioni, manifestazioni e scontri: l’ordine del giorno della politica francese è condita da questi termini sin da quando il leader di En Marche! si è insediato all’Eliseo. Ma oggi, purtroppo, va evidenziata pure la presenza dei black bloc, che hanno voluto prendere parte alla discesa in piazza del popolo francese, arrivando a far sì che il clima divenisse ancora più incandescente. E la Francia, come abbiamo già avuto modo di raccontare, è stata costretta ad interrompere le attività quotidiane. I gilet gialli sono ancora il cuore pulsante della protesta, ma sembra che le loro rimostranze possano essere contaminate dall’esterno, ossia dal movimentismo di chi, ormai da decenni, cerca d’insediarsi all’interno di eventi plateali. I black bloc sono scesi in piazza. Scontri con la polizia francese

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Tra le figure che hanno aderito allo sciopero nazionale, invece, vale la pena citare anche i poliziotti. Il che potrebbe aver contribuito a rendere ancor più caotica la situazione. “La lettera di ieri, subito prima dello sciopero, è stata piuttosto irritante, alla vigilia della mobilitazione e restando vaga e senza dare nessun impegno su niente”, ha fatto sapere uno dei massimi esponenti rappresentativi della categoria citata. Perché il governo, nella tarda serata di ieri, aveva provato a scongiurare questo quadro, senza riuscirci: molti commissariati risultano essere stati poco frequentati per via della partecipazione dei poliziotti allo sciopero nazionale.

Il bilancio, nel momento in cui scriviamo, è il seguente: settantuno manifestanti, stando a quanto riportato dall’Adnkronos, si trovano in stato di fermo. La polizia è stata costretta a fronteggiare sacche di estremismo, tanto che siamo costretti a raccontare di dinamiche già presentatesi altrove. Dai lacrimogeni ai proiettili di gomma, passando per gli altri mezzi leciti e utilizzati di solito per contrastare le avanzate per le strade dei massimalisti black block: Parigi oggi ha dovuto assistere a tutto questo.

Ma il palscoscenico della Capitale non è l’unico. Vale la pena rimarcare come anche Nantes, Rennes, Bordeaux e Montpellier siano state interessate, quasi in egual misura rispetto a Parigi, dei medesimi disagi.

il giornale.it

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