Fazio non si smentisce: intervista-tappetino a Carola, “santificata” con i soldi pubblici (video)

Tutto come previsto. Intervista-tappetino, nessun contraddittorio, neanche una domanda spinosa all’indagata Carola Rackete. Magari sullo speronamento tentato a una nave della Finanza. A “Che tempo che fa” ieri sera, su Raidue, con i soldi pubblici degli italiani, è andata in scena la pantomima dell’eroina di sinistra che chiede all’Europa di aprire le sue porte (e i suoi porti) a tutti gli immigrati. Di fronte a lei, Fabio Fazio che annuiva freneticamente, come in preda a un tic. E in studio, accanto a Carola, anche tanti migranti pronti a raccontare la sua storia per sostenere le tesi di Carola, che nel frattempo annunciava anche l’uscita di un suo libro.

«Ci sono ancora persone che combattono, anche se i riflettori dei media si sono spenti». L’ex comandante della Sea Watch 3, che firma il libro “Il mondo che vogliamo. Appello all’ultima generazione”, ha potuto svolgere il suo show (VIDEO). Senza che neanche una delle domande sollecitate da giornalisti, come Nicola Porro, e politici di destra, come Giorgia Meloni, le fosse rivolta. Per esempio: sa che è un reato provare a speronare una nave della Finanza italiana? E’ vero che la Germania le ha chiesto di sbarcare i migranti in Italia? Sa che a bordo della sua nave c’erano tre torturatori? Considera possibile fare entrare in Europa l’intero esercito di immigrati in arrivo?

Fazio si circonda di migranti

In studio, con Fazio, c’era anche Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italia e Muhamad Diaoune, giovane senegalese e giocatore della squadra di richiedenti asilo e rifugiati, Sant’Ambroeus F.C. di Milano. «Tornare in Italia è stato importante – ha detto –  perché sono consapevole, come tutte le persone che lavorano per le organizzazioni non governative, che la lotta e il rischio di morte per queste persone continua anche quando l’attenzione dei media è scomparsa». «La situazione nel Mediterraneo continua e ci sono ancora oggi persone disperate che attraversano dalla Libia e vogliono essere salvate».

Lo spot di Carola Rackete

«Come cittadina europea sono sempre cresciuta con la fiducia nei governi», ha proseguito la giovane. Con Fazio in brodo di giuggiole. «Adesso la situazione è cambiata tantissimo. Oggi quando fai una richiesta in base alle leggi marittime internazionali, invii informazioni alle autorità e telefoni, non ricevi risposta o addirittura ricevi una risposta negativa, che rifiuta di attenersi al diritto internazionale». «Questo mi fa riflettere sulla grandissima disuguaglianza che esiste su questo pianeta. Il fatto che l’Europa sia un continente in pace e non possa accettare neppure poche persone è qualcosa – sottolinea, che mi fa male in qualità di cittadina europea». «Viene da chiedersi dove sia finita la nostra umanità – conclude – se non possiamo neppure attenerci alle leggi che sono state raggiunte a livello internazionale».

La puntata, ovviamente, date le polemiche che l’hanno preceduta, ha fatto segnare buoni ascolti: 2,3 milioni di spettatori e uno share del 9,4%. Molti dei quali indignati per l’intervista-spot a senso unico. Ma qualcuno li ascolterà a Viale Mazzini?

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