Via dalle scuole i canti di Natale. Salvini: “Questi sono pericolosi”

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Si avvicina il Natale e come accade puntualmente negli ultimi anni ecco tornare alla ribalta il tema delle tradizioni italiane, e nello specifico della realizzazione del presepe nelle scuole, nuovo elemento della discordia dei buonisti che lo attaccano in nome di una più completa e totale integrazione con gli stranieri presenti nel nostro Paese.

A segnalare i primi nuovi focolai di dissenso all’interno delle scuole è Matteo Salvini, impegnato a Rimini in un comizio elettorale tenuto nella cittadina romagnola in favore della candidata alle prossime elezioni regionali dell’Emilia Romagna Lucia Bergonzoni. Prima dell’intervento del leader del Carroccio le oramai celebri sardine hanno improvvisato un flash mob per fare sentire il loro dissenso, un episodio senza eccessivi clamori lasciato in breve alle spalle per dedicarsi al discorso destinato agli elettori. Lo stesso ex ministro dell’Interno, proprio oggi, aveva postato la foto di un bel piatto di sardine fritte sulla propria pagina Facebook, come risposta goliardica alle continue provocazioni ricevute dai pesciolini irritati. Salvini denuncia: “In tanti mi chiedono aiuto”Pubblica sul tuo sito

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Sul palco del comizio riminese, Salvini denuncia di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di genitori preoccupati per il fatto che ancora una volta, con la scusa di un’apertura verso le altre culture e religioni, negli istituti scolastici del nostro Paese si stia programmando in modo cosciente di accantonare le tradizioni connesse al sentito periodo natalizio.

“Cominciano a mandarmi sulla mail, vari nonne, nonni e insegnanti, messaggi che mi dicono ’Matteo fate qualcosa perché nell’asilo di mio figlio cancellano il Natale, nella scuola di mio figlio vietano il presepe, non fanno fare i canti di Natale”, denuncia il leader della Lega a sua volta preoccupato per la deriva presa da sempre più numerosi istituti italiani.

“Questi sono personaggi pericolosi, perché chi cancella il Natale, chi cancella la storia, la cultura, l’identità e la tradizione non può trasmettere valori”, accusa ancora l’ex vicepremier, che rivendica con orgoglio le radici cristiane e le tradizioni del nostro Paese, senza l’obbligo di doverle giustificare a nessuno. “Non abbiamo niente di cui vergognarci”, aggiunge ancora Salvini.”È più semplice accogliere se rivendichi e ricordi chi sei tu “, ha voluto ricordare infine ai suoi oppositori.

il giornale.it

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