Clandestini, in Italia è tornata la pacchia. Prima sui barconi, poi sulle “amorevoli” ong

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I clandestini hanno ripreso a venire. E le navi ong gongolano. Nelle ultime settimane i trafficanti di schiavi in Libia, Tunisia e Algeria hanno ripreso a spedire i clandestini verso le accoglienti navi delle ong. Arrivano ovviamente tunisini e libici, ma anche etiopi, somali, eritrei, maliani e chi più ne ha più ne metta. Stamattina la nostra Guardia costiera ha portato 45 clandestini a Santa Maria di Leuca. Tra loro, sembra, anche minori. Peccato che non sia facile controllarne l’età. A Crotone, la Guardia di FInanza ha fermato una barca a vela con 31 clandestini guidati da due scafisti russi. La barca proveniva dalla Turchia. Erdogan sta mantenendo la sua promessa di far arrivare clandestini in Europa se non sarà  accontentato.

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Le solite ong scorrazzano alla ricerca di clandestini

Le tre organizzazioni umanitarie che in questo momenti percorrono in su e in giù il Mediteraneo sono tre. E si tratta dei soliti noti. La Ocean Viking, la Sos Mediterranée e laOpen Arms, che proprio nelle ultime ore ha raccolto clandestini a poca distanza dalla Libia. Nessuna, tranne dalSos Mediterranée, batta bandiera italiana. E comunquela Sos Mediterranée è stata fondata quattro anni fa da un redesco e oggi è di proprietà italo-franco-tedesco-svizzera. Però i clandestini paganti li portano in Italia. In questo ultimo periodo poi sta operando un’altra nave, laAlta Mari, battente bandiera spagnola. La situazione, insomma,èmolto preoccupante per l’Italia. Neanche il maltempo ha scoraggiato i trafficanti di schiavi e i loro complici. Continuano a farsi pagare migliaia di dollari per un passaggio molto scomodo verso ilPaese di Bengodi.

Berlusconi: è la Cina che spinge all’emigrazione

Sulla vicenda interviene anche Silvio Berlusconi. Che attacca i cinesi prendendo la questione clandestini piuttosto alla larga. “Anche l’Europa deve essere ai tavoli segreti dove si decidono le cose del mondo e dove ora ci sono solo Stati Uniti, Federazione russa e Cina”. Lo ha detto Berlusconi al congresso Ppe di Zagabria, richiamando l’Europa a diventare “potenza militare” con l’unificazione delle Forze armate. E ciò anche per “poterci difendere da una possibile invasione di massa del popolo africano, oggi attestato su 1,2 miliardi di persone ma che fra 20 anni arriverà a 2,5 miliardi. È spinto a questo dalla potenza cinese, un totalitarismo comunista che non nasconde il lucido disegno di sfida non solo economica e commerciale agli Stati Uniti e all’Occidente. Ma anche – ha aggiunto –   politica e culturale di egemonia su tutto il mondo: il comunismo – ha sottolineato – non si è mai dato delle frontiere a cui arrestarsi, si è sempre visto come qualcosa di globale”.

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