Allevatore condannato: ha ucciso il cane con il collare elettrico

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Condannato in primo grado per maltrattamento di animali l’allevatore di 48 anni che nel 2003 ha ucciso il proprio cane usando il collare elettrico.

Come riportato sul sito di Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, il giudice del tribunale di Parma, Giuseppe Monaco, ha emesso sentenza nei confronti dell’allevatore. Durante il processo l’Enpa si era costituita parte civile. Alla fine dell’estate del 2013, il cane in questione, un Bracco, era stato ritrovato morto ai bordi di una contrada poco lontano dalla tangenziale di Fontenallato, a Parma. Sul posto gli agenti della polizia municipale, che avevano cercato di ricostruire il decesso dell’animale.

L’allevatore ha ucciso il suo cane

Secondo una prima osservazione il cane non era stato investito, sul suo corpo infatti non erano stati rinvenuti segni compatibili con un investimento. Gli agenti si sono però subito accorti del collare elettrico colore verde mela che il cane portava al collo. Il terreno era sporco di sangue, una striscia era infatti uscita dalla bocca del povero animale. Nella sentenza è riportato: “Le scosse del collare possono aver ucciso il cane”. Per questo motivo l’allevatore è stato condannato a pagare 6mila euro di sanzione per maltrattamento di animali. Inoltre ha dovuto pagare le spese del processo e i danni all’Enpa, costituitasi parte civile. Proprio il collare elettrico sarebbe stata la causa della morte del bracco.

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Cos’è il collare elettrico

Questo oggetto si aziona nel momento in cui rileva il muoversi quasi impercettibile delle corde vocali dell’animale, un attimo prima che questo inizi ad abbaiare. “Ogni volta quindi che il cane emette tali vibrazioni, ecco che riceve una scossa elettrica sul collo fino a quando non cessa l’abbaio” ha spiegato il giudice nella sentenza. L’uomo, da quanto emerso, era solito usare quello strumento per evitare che il cane abbaiasse. Durante una perquisizione sarebbero stati trovati altri suoi cani con lo stesso collare al collo. Come si legge ancora nella sentenza emessa “è conseguenza diretta desumere e concludere che il cane possa anche essere morto a seguito degli impulsi elettrici ripetuti, e con ogni probabilità incontrollati, dati da quel collare”. In passato il cane era stato dato all’allevatore dal suo precedente proprietario, proprio a causa del suo continuo abbaiare. Sembra anche che il poveretto non fosse molto portato per la caccia. Il 48enne avrebbe deciso di addestrarlo usando il collare elettrico, senza dover ricorrere a uno specialista. In seguito a un controllo il collare che indossava è risultato anche non a norma perché privo della marchio CE.

L’Enpa chiede che diventi illegale

Come affermato da Carla Rocchi, Presidente nazionale di Enpa, “ il collare elettrico è molto più diffuso di quanto si pensi ed è purtroppo acquistabile senza problemi. Si tratta di un vero strumento di tortura per gli animali ed è ora di dire basta e vietare la vendita anche di quelli con il marchio CE. Questa sentenza crea un precedente che fa ben sperare, e per questo ringraziamo il giudice per la sua competenza e per la sua attenzione, ma non è abbastanza. C’è ancora tanta ignoranza sul tema del collari elettrici: dobbiamo dire con forza che usarli è illegale proprio perché rappresentano per i cani, sempre, una vera e propria tortura”.

il giornale.it

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