E Zingaretti pugnala Renzi: “Mosse da basso livello”

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Altissima tensione tra Matteo Renzi e Nicola Zingaretti.

Sulla manovra si apre una vera e propria guerra all’interno della maggioranza. Accuse, veleni e retromarce che alzano la tensione tra i giallorossi. Ma questa volta a scatenare la “rissa” è il segretario del Pd che ha messo nel mirino il leader di Italia Viva. Da settimane Renzi critica le mosse dell’esecutivo su una manovra che in fase iniziale è stata approvata in Cdm anche dal suo partito. E così adesso Zingaretti passa all’attacco: “Giusto che tutti portino il contributo in un’alleanza, il problema è se porti idee per costruire provvedimenti o per logorare e criticare. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un’operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno”, ha affermato ai microfoni di Di Martedì su La7. Un affondo non da poco quello del segretario dem che avrà inevitabilmente conseguenze sulla tenuta della stessa maggioranza. Zingaretti poi non usa giri di parole e tira in mezzo direttamente Renzi: “Se noi mostriamo alle persone un litigio continuo, quella destra che si è presentata a piazza San Giovanni crescerà sempre più. Quindi io combatto anche per Renzi, perché se pensa che fare le polemiche è un modo per conquistare voti ha capito male”. Ma forse la frase che può far esplodere l’alleanza con Italia Viva è questa: “Non si può governare insieme da nemici”. Insomma ormai la tensione nella maggioranza è davvero alle stelle. Secondo alcune indiscrezioni sta per saltare anche la tassa sulle auto aziendali e di fatto si penserebbe ad un rinvio della plastic tax.

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Tutte mosse che indicano una instabilità di fondo tra i giallorossi che potrebbe avere esiti imprevedibili. Il colpo di grazia sul governo potrebbe arrivare col voto in Emilia Romagna a gennaio. E in queste ferite che si vanno aprendo proprio tra i partiti di maggioranza, va sottolineato l’ultimo assalto a Quota 100 da parte di Renzi. Il leader di Italia Viva infatti non ha usato perifrasi per mettere ancora una volta nel mirino la riforma previdenziale voluta dalla Lega: “Quota 100 è la summa di tutti i mali. Dare 20 miliardi per, mi risulta 120mila persone, ma mettiamo anche si arrivi a 200mila, è assurdo. Venti miliardi in tre anni buttati via così è un’assurdità”. I grillini e Conte hanno cercato finora di blindare il provvedimento fino a scadenza, ovvero fino al 2021. Ma non è escluso che possano esserci altri scossoni su una manovra che fa acqua da tutte le parti.

il giornale.it

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