Alessandria, la disperazione del carabiniere: “Fate presto, stiamo morendo”

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Ritrovamenti, scoperte, retroscena, indiscrezioni e audio choc. La vicenda dei vigili del fuoco di Alessandria si fa sempre più inquietante: l’ultima ipotesi presa in considerazione per l’esplosione della cascina abbandonata ora riguarderebbe dei dissidi tra il proprietario dell’abitazione e il figlio.

Intanto è arrivata la ricostruzione da parte del Dipartimento dei vigili del fuoco che ha spiegato come la squadra sia intervenuta “intorno alla mezzanotte per la segnalazione di un incendio di abitazione”. Da sottolineare che c’erano “segni evidenti di effrazione a una delle finestre”. Infine sono entrati “rinvenendo nel locale due bombole di gpl con collegato un piccolo apparecchio, che faceva pensare a un timer”.

Alla registrazione di un pompiere che prova a spiegare quanto accaduto, ora se ne aggiunge un’altra arrivata direttamente dal luogo dell’esplosione. L’Adnkronos ha reso nota una chiamata telefonica che il carabiniere Roberto Borlengo ha fatto alla centrale operativa pochi istanti dopo l’incidente: “Provo a stare al telefono. Sto male, io ve lo dico, sto sotto qualcosa, non so cosa, sto malissimo”.

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“Non posso morire così”
Nel frattempo in sottofondo si sentono strazianti urla e lamenti dei feriti. Il collega poi gli chiede se conferma di essere in strada a Ronco e il militare risponde: “Eh sì, praticamente vedi la nostra macchina Pasquà? Mandali tutti. Siamo cotti Pasquà, siamo tutti cotti Pasquà. Digli di fare in fretta, è crollato tutto qua”. La telefonata va avanti con una richiesta di aiuto urgente: “Pasquale, manda qualcuno, ti prego, stanno morendo tutti. È esplosa la palazzina, stavamo facendo il sopralluogo ed è esplosa, è esplosa. Stiamo messi tutti male”. Continuano a sentirsi pianti. E Roberto prosegue: “Muovetevi perché siam messi male. Le gru devono togliere le macerie”.

Arriva poi la parte più struggente: “Pasquale, ti prego. Se mi va male digli ai miei che gli voglio un mondo di bene. Sto messo male. Stiamo sotto le macerie, fai in fretta ti prego. Stiamo tutti qua, siamo in cinque o sei. Stiamo morendo Pasquà, manda qualcuno ti prego”. Il collega lo rassicura: “Vai tranquillo Roberto”. Ma lui insiste: “Sto per svenire Pasquale, fai presto. Io sicuramente ho perso un occhio, sto perdendo un sacco di sangue, abbi pazienza Pasquale, sto malissimo. Ho un piede sotto le macerie. Siamo tutti seppelliti. Dimmi te se devo morire così a 31 anni. Porta del ghiaccio per favore”.

il giornale.it

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