Scoperte 20 tombe egizie nell’antica Tebe: “Il più grande ritrovamento degli ultimi anni”

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Un gruppo enorme di sarcofagi vecchi oltre tremila anni che emergono intonsi dalla sabbia.

Questo gli archeologi hanno scoperto, con stupore, vicino all’antica città di Tebe che fu capitale dell’Antico Egitto (oggi si trova nei pressi di Luxor).

Almeno venti nebankh in legno che, grazie al clima molto secco e stabile, hanno conservato quasi perfettamente i vividi colori con cui erano stati dipinti. Pare, a detta degli scopritori, che si tratti di uno di quei rari casi in cui le antiche sepolture non sono state sottoposte a saccheggio: «Li abbiamo trovati esattamente come gli antichi egizi li hanno lasciati», dicono. E gli egizi li hanno lasciati ammucchiati, come in un dolce a strati fatto con i savoiardi (se non trovate il paragone troppo irriverente), che ha destato lo stupore di molti media internazionali che ieri hanno dato spazio alla notizia.

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E al di là dell’impatto visivo inconsueto, secondo gli esperti si tratta di una delle scoperte più importanti degli ultimi cinque anni. Il governo egiziano ha organizzato una conferenza per sabato e sino a quel momento gli scopritori e le autorità egiziane manterranno sulla scoperta un certo grado di riserbo.

Quello che si può dire al momento è che con tutta probabilità i sarcofagi sono databili al terzo periodo intermedio che viene fatto iniziare con la morte, nel 1070 a.C., del faraone Ramesse XI che fu l’ultimo sovrano del Nuovo Regno. Secondo alcuni esperti come Roland Enmarch, egittologo dell’università di Liverpool intervistato dal Daily Mail, si tratterebbe di sepolture di sacerdoti di grado inferiore dei templi cittadini e delle loro mogli. All’epoca di queste sepolture era stata abbandonata l’abitudine di costruire grandi tombe separate ed era invalso l’uso di ricorrere a sepolture comuni. In quel periodo il sud dell’Egitto era diventato autonomo dai faraoni che continuarono a governare a nord. Si reggeva autonomamente sotto il governo della cosiddetta Dinastia dei primi profeti di Amon. Si trattava di una sorta di teocrazia (anche se anche i faraoni erano considerati dei) che si reggeva sull’autorità religiosa. E anche questo potrebbe rendere interessanti i sarcofagi. Ma per avere le idee più chiare bisognerà aspettare (al momento ci sono dubbi anche su quale gruppo di studio si debba considerare responsabile della scoperta).

In ogni caso questo è un periodo particolarmente felice per le scoperte archeologiche in Egitto. Meno di una settimana fa in un altro sarcofago vecchio quattromila anni sono state trovate incisioni che possono essere considerate la più antica copia di una «mappa per l’anima» che avrebbe dovuto aiutare i defunti a navigare attraverso un passaggio pericoloso fatto di laghi infuocati e di demoni per raggiungere il regno di Osiride e la vita eterna.

il giornale.it

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