Il “nuovo” Pd di Zingaretti? Riparte dal “vecchio” Pisapia

Non solo la scelta della nuova sede

In queste ore, Nicola Zingaretti è al lavoro sulla questione più spinosa della sua prima fase da segretario del Partito Democratico: la composizione delle liste per le Europee di maggio. Le elezioni incombono e il centro-sinistra vuole sfruttare questo appuntamento elettorale per costruire un’opposizione credibile al fronte sovranista guidato dalla Lega di Matteo Salvini. Per constrastarlo in modo efficace, secondo il nuovo leader dem servono profili credibili, se possibile nuovi. Ecco perché sorprende, anche se solo fino a un certo punto, il sì strappato all’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per un ruolo importante: quello da capolista Pd nella circostrizione Nord-Ovest. Secondo il Corriere della Sera, Zingaretti e Pisapia si sono già stretti la mano. L’unica condizione richiesta dall’ex avvocato è la messa in campo di una lista aperta. Richiesta coerente con il progetto, lanciato qualche tempo fa da Carlo Calenda, della lista Siamo Europei. Zingaretti, che non crede nella vocazione maggioritaria del Pd, sta lavorando proprio in questa direzione. E infatti, tra i profili vagliati per l’appuntamento elettorale di maggio, decisivo per determinare il futuro dell’Europa, ci sarebbe anche l’ex sindaco di Venezia e “guru” Massimo Cacciari.

“Unità” e “cambiamento”. Sono le due parole chiave del nuovo corso Pd, almeno nelle intenzioni del neosegretario. Che oggi partecipa idealmente alle manifestazioni di piazza che chiedono un maggiore impegno della politica nella lotta contro i cambiamenti climatici, mentre sabato sarà in Piazza del Popolo accanto ai lavoratori delle costruzioni che incrociano le braccia. Domenica, infine, la giornata più importante: quella della proclamazione ufficiale a segretario Pd. La vittoria alle primarie dello scorso 3 marzo ha registrato percentuali bulgare, ma dentro il partito si discute in modo aspro su qualsiasi cosa, compresa la possibile nomina a presidente dem dell’ex premier Gentiloni. Non tutti sono d’accordo ma Zingaretti, come promesso ai renziani durante la riunione-fiume di mercoledì sera, insiste sulla necessità di una proposta unitaria per evitare spaccature. Proprio ora che i sondaggi cominciano a sorridere al Pd, ormai a un passo dai 5 Stelle

il giornale.it

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