Salvini vs Mattarella: lo scontro per la fiducia degli italiani

In caso di rimpasto di governo o caduta dell’esecutivo Conte, il capo dello Stato non potrà solo interpretare la Costituzione rispetto alla fiducia che gli italiani gli riconoscono.

Su eventuali nuovi scenari, a margine delle elezioni europee, Sergio Mattarella terrà conto dei sondaggi per non tradire la credibilità riconosciutagli? Primo, come per prassi, in caso di crisi politica non potrà certamente sciogliere le Camere. Perché ipotizzare ciò? Semplice: le troppe fibrillazioni tra i due alleati e poi un’eventuale conferma dei numeri previsti dai vari Istituti nazionali rispetto ai dati ufficiali che scaturiranno a maggio.

Secondo Scenari Politici-Winpoll gli italiani alla domanda: “Mi può cortesemente dire quanta fiducia ha in una scala da 1 (per nulla fiducia) a 10 (massima fiducia) nei seguenti esponenti?” La massima risposta, con un 7.2, la ottiene proprio il presidente della Repubblica. Subito dopo, con un 5.9, si piazza l’uomo social Matteo Salvini. Questo “testa a testa” non potrà essere non considerato se la Lega dovesse, appunto, quasi raddoppiare il risultato del marzo scorso in occasione del rinnovo del Parlamento Europeo. Ritornando al calcolo da prassi costituzionale, Mattarella potrebbe affidare in prima battuta ancora a Giuseppe Conte, e poi proprio allo stesso ministro all’Interno, il tentativo di trovare una maggioranza, per un nuovo governo nazionale, prima di valutare una terza personalità o sciogliere il Parlamento. Il buon risultato che gli italiani riconoscono al capo dello Stato, stando ancora alla fiducia che i connazionali riconoscono a questo Governo, potrebbe passare anche dalla firma apposta al decreto che contiene le due riforme “dei giamaicani”, per cui gli si riconosca quell’imparzialità pur provenendo da una formazione politica avversa.

Se i primi due sono i già citati, al terzo posto con un 5.3 c’è proprio l’attuale premier che potrebbe esser la maggior spina nel fianco al capo della Lega. Segue Luigi Di Maio, con un 4.4, che come minaccia ha il compagno Di Battista, fuori dalla politica istituzionale, ma già con un 4.2 e poi, sempre per la fiducia goduta dagli italiani, colui che sarà il capo del Pd, Nicola Zingaretti con un 3.8 e subito dopo, malgrado il venticinquennale della sua ascesa, Silvio Berlusconi con un 3.4.

In caso di crisi di Governo non sarà certamente facile gestire il tutto specie se gli italiani dovessero confermare questi ultimi dati, sempre dell’Istituto Scenari Politici-Winpoll, relativi alle intenzioni di voto: Lega Nord 31,5%, Movimento 5 Stelle 24,8%, Partito Democratico 13,1%, Forza Italia 9,2%, Partito di Renzi 8,2%, Fratelli d’Italia 4,2%, altri di centrosinistra 2,6%, Più Europa 2,2%, Potere al Popolo 1,7%, altri di centrodestra 1.4% e Liberi e Uguali 1.1%. Da qui, in caso di somme, Lega più Cinque Stelle sempre solidi con un 56.3% ma ad “idillio/litigioso” rotto, se i grillini dovessero flirtare con Pd e Partito di Renzi (che non ci sarà e quindi il dato complessivo non sarebbe simile alla scomposizione prevista dal sondaggio come storicamente risaputo: ad unità il risultato sempre minore rispetto ad una corsa scomposta) andrebbero, sommando i tre numeri, al 46.1% contro un’alleanza di centrodestra che raggiungerebbe il 46.3%.

il giornale.it

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