Spunta una rivelazione choc sul vescovo promosso in Curia dal Papa

Il Vaticano era da tempo a conoscenza delle accuse mosse nei confronti del vescovo Zanchetta, che poi è stato promosso in Curia da Papa Francesco: questa è la rivelazione choc – tutta da verificare – del vicario dell’ecclesiastico argentino quando questi era incaricato, proprio con Zanchetta, presso la diocesi di Oran.

Il caso, che è stato riportato pure dal quotidiano La Verità, sta facendo discutere. L’arcivescovo si era allontanato dal suo paese d’origine – pare – per problemi inerenti al rapporto con i sacerdoti che era chiamato a gestire. Ma non solo. Il sospetto è che un ruolo lo abbiano avuto pure le accuse relative ai presunti abusi sessualiLe tempistiche citate dalla Santa Sede sono chiare: dalle parti di piazza San Pietro hanno avuto contezza di quelle accuse solo nell’estate del 2017. Don Juan Jose Manzano sostiene il contrario, cioè che le gerarchie ecclesiastiche – lo ha dichiarato all’Associated Press – fossero consapevoli delle accuse prima che Bergoglio lo nominasse assessore dell’Apsa, dell’ente deputato a gestire il patrimonio della Sede Apostolica. Il Papa conosceva o no quel quadro accusatorio? Questa è la domanda centrale che ruota attorno a questa storia. Quella che “i nemici di Francesco” – come li chiama il cardinale Walter Kasper – stanno utilizzando per attaccare il pontefice argentino anche in relazione a questa vicenda.

Qualcuno osa dire che Zanchetta è stato promosso da Bergoglio per ben due volte nonostante tutto. Perché – continuano – era parte della sua cerchia, intesa come “corrente ecclesiastica”, in Argentina, ma anche questo punto potrebbe essere stato sollevato per ragioni puramente strumentali. Poi c’è un ulteriore possibile risvolto: “Secondo l’ ex vicario della diocesi di Oran – si legge sul quotidiano diretto da Belpietro – , nel 2015 furono inviati in Vaticano dei selfie che ritraevano Zanchetta nudo in posizioni oscene, un allarme recapitato con la collaborazione di alcuni ‘vescovi amiciì”. Un dettaglio che darebbe maggior peso alla versione di don Manzano, certo da parte sua di quanto rivelato. Attenzione: l’ex vice di Zanchetta a Oran ha ammesso che il vescovo ha ingannato il Santo Padre con tutta una serie di giustificazioni. Bergoglio, insomma, potrebbe sì essere tirato in ballo, ma solo per aver creduto a racconti che non sarebbero corrispondenti al vero. Certo che questa bufera, alla vigilia del summit straordinario che il vescovo di Roma ha convocato per discutere di prevenzione, non solo non aiuta, ma fornisce pure un assist ai “nemici di Francesco” – ancora una volta – che starebbero lavorando al raggiungimento di un “nuovo Conclave”.

il giornale.it


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