Inps, il ministro della Salute boccia il premio ai medici che tagliano invalidità: ‘Violazione del codice deontologico’

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“Revocare prestazioni per raggiungere obiettivi economici viola il codice deontologico dei medici”.

Lo ha scritto il Ministro della Salute, Giulia Grillo, in un post pubblicato sul suo profilo Twitter, riferendosi alla decisione dell’ente previdenziale di tener conto del numero di prestazioni di malattia negate e invalidità revocate, nei criteri per la retribuzione di risultato dei medici legali.

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“Ho chiesto precisazioni all’Inps sul ‘Piano delle Performance 2018-2020’, ma posso affermare che revocare prestazioni per raggiungere obiettivi economici viola il codice deontologico dei medici” ha ribadito l’esponente pentastellata.

A denunciare il fatto, che risale a marzo e avrà effetto a partire da quest’anno, è stato Vittorio Angnoletto in un post pubblicato sul ilFattoQuotidiano.it.

L’ha seguito l’Ordine dei Medici, il cui presidente, Filippo Anelli, ha dichiarato che si trattava di una “aberrazione per la professione”, sottolineando che la gravità risieda sopratutto nel fatto che “non siamo i medici dello Stato, ma dei cittadini”.

Anche la Federazione delle Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità ha parlato di “sdegno e stupore per il premio ai medici INPS che negheranno malattia ed invalidità” e ha chiesto che venisse eliminato.

L’Associazione degli Invalidi Civili (Anmic), ha ugualmente ritenuto questo fatto uno “scandalo”, perché “l’Inps vuole premiare con incentivi economici i medici che più taglieranno le prestazioni di invalidità civile”.

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