Il no global Caruso difende Cesare Battisti. E scoppia la polemica

“Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’”. L’ex deputato di Rifondazione comunista, il no Global Francesco Caruso che oggi insegna sociologia all’Università di Catanzaro, non ha certo risparmiato parole forti per difendere il terrorista Cesare Battisti.

Parole che hanno destato scalpore soprattutto in Calabria dal momento che, nel lontano 1979, Cesare Battisti si macchiò a Milano dell’omicidio di Andrea Campagna, un agente della Digos originario di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, in provincia di Catanzaro. Subito è partita la richiesta, rivolta al Rettore dell’Ateneo di di rimuovere l’ex deputato dalla cattedra. La deputata calabrese di FdI, Wanda Ferro, ha attacca l’ex leader no-global, reo, appunto, di aver speso neanche una parola a favore di Campagna: “Come dire: se lotti per il comunismo, uccidere non è reato. Le stesse consumate tesi dei vecchi salotti radical-chic sono oggi gli insegnamenti che vengono trasmessi ai giovani studenti nelle nostre università?”. Giuseppe Brugnano, segretario nazionale di Fsp (Federazione Sindacale di Polizia), ha detto senza mezzi termini che non si deve più”dare voce ai cattivi maestri nelle nostre università”. “Chiediamo – ha aggiunto – al rettore dell’Ateneo di Catanzaro di sollevare dalla cattedra di sociologia Francesco Caruso. Il ‘sovversivo a tempo pienò con la giacca da professore, ex antagonista in veste radical chic, rappresenta un pericolo per la sana formazione dei giovani”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la posizione di Gioventù Nazionale Catanzaro che chiede all’Università di raccogliere “le sue carte a sostegno della sovversione” e andarsene.”Un professore – si legge in una nota – dovrebbe trasmettere l’alto principio della giustizia e fare di ciò il suo blasone. Forse non si rende conto che ciò che ha affermato non è altro che una prescrizione che va ben oltre a qualsiasi limite di civiltà. Ciò dimostra che il professore non sa distinguere dove finiscono le sue convinzioni politiche e inizia il ruolo di accademico”

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