La lezione del papà musulmano ai “cattivi maestri”: “I miei figli partecipino al Natale”

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“Coinvolgete i miei bimbi musulmani nelle feste di Natale, l’islam chiede che vengano rispettate tutte le religioni”.

La lezione ai “cattivi maestri” – quelli che pur di non rischiare di urtare la sensibilità delle famiglie di altri culti rinunciano a far festeggiare il Natale ai bimbi o modificano canzoncine e poesie eliminando qualsiasi riferimento alle tradizioni cristiane – arriva da un papà musulmano, Banour Tarik, che ha preso il diario dei suoi bimbi per scrivere agli insegnanti dell’istituto Cavalcanti di San Giuliano Milanese (Milano).

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“Dal momento che i miei due figli sono nati in Italia, io sono molto contento che imparino a conoscere la tradizione del Paese che li ospita”, ha scritto il 38enne marocchino, in Italia da ormai diciotto anni, “Siamo ormai abituati alle luminarie natalizie, ai mercatini, ai nostri bambini che ci parlano dei compagni che imparano le canzoni natalizie: questo fa parte del vivere in un Paese diverso dal nostro e questa ritengo che sia anche la ricchezza che nasce dall’incontro delle culture. Da genitore voglio insegnare questi valori ai miei figli”.

Il Cittadino di Lodi, che racconta la storia, spiega che Banour è ben integrato nella comunità del Comune della Città metropolitana e lavora in una ditta di logistica. E lui stesso ha partecipato attivamente alla festa aziendale: le foto sul suo profilo Facebook lo ritraggono mentre addobba l’albero di Natale della ditta insieme ai figli Marwan e Youssef. “Come ogni anno il primo dicembre si inizia a pensare al Natale”, scriveva qualche giorno fa, “Come muslimano praticante auguro bene feste a tutti”. E in un altro post si mostra persino vestito da Babbo Natale mentre distribuisce panettoni: “Poi dicono che i musulmani non festeggiano Natale”, dice. E ancora: “Non è scritto da nessuna parte che Babbo Natale è bianco”.

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