“Salvini iniziò a strillargli contro per farlo stare zitto”. Il retroscena sul vertice

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La manovra del governo è ora alla prova delle trattative.

Salvini ha aperto la strada a un dialogo sui “decimali”, dunque è probabile che alla fine quel deficit/pil al 2,4% verrà rivisto al ribasso. Ma quanto? Conte nei giorni scorsi parlava di un taglio che potrebbe valere 3-4 miliardi e non è escluso che sia proprio questo il punto su cui trovare un punto di contatto. Basterà? Chissà. Perché togliere miliardi alla manovra significa rivedere le due riforme cardine del ddl Bilancio del governo: quota 100 (e addio alla Fornero) e il reddito di cittadinanza.

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È proprio sulle risorse da destinare a questi due interventi che sono in corso calcoli e dibattiti. In particolare sulla riforma delle pensioni. Al momento per cancellare la Fornero sono stati messi a Bilancio sei miliardi di euro. Secondo alcuni, soprattutto tra i grillini, sarebbero troppi. A dirlo è il sottosegretario all’Economia del M5S, Laura Castelli. In un’intervista al Messaggero, infatti, la grillina si è chiesta quale sarà il prezzo (o il “rene”) che l’Ue chiederà per chiudere l’accordo. Sul reddito di cittadinanza il M5S non sembra pronto ad arretrare “nemmeno di un centimetro”. Che spetti a salvini ridurre i fondi per Quota 100? Non è un caso (forse) se il ministro dell’Interno ha detto che per le pensioni “i soldi ci sono, anzi i tecnici ci stanno dicendo che ne abbiamo messi anche troppi per un eccesso di prudenza”. Dunque quota 100 ci sarà e “riguarderà oltre 600mila persone, che potranno liberamente scegliere se continuare a lavorare o andare in pensione liberando così -ha aggiunto- centinaia di migliaia di posti di lavoro per i nostri giovani”.

La Castelli oggi ha rivelato un retroscena scoppiettante sul governo. “Si sapeva che non sarebbero serviti tutti i 6 miliardi stanziati per superare la Fornero – dice il sottosegretario – ma quando Garavaglia lo disse, durante un vertice, Matteo Salvini iniziò a strillargli contro per farlo stare zitto”. Poi ha attaccato l’alleato di governo: “Noi siamo differenti e i soldi stanziati per il reddito ci serviranno tutti. Non usiamo i soldi dello Stato per fini elettorali”.

il giornale.it

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