Pusher marocchino si butta da 4 metri per fuggire

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Si lancia da 4 metri per tentare di sfuggire all’arresto, ma ciò non impedisce ai carabinieri della compagnia di Sassuolo di catturarlo (guarda il video).

Si tratta di un pusher marocchino irregolare, protagonista di un rocambolesco inseguimento intorno alle 2 del mattino di ieri. Durante un’operazione di controllo del territorio, infatti, una pattuglia di uomini dell’Arma ha individuato due uomini appartati in atteggiamento sospetto nella zona di via Regina Pacis. Il magrebino è stato colto in flagrante, mentre cedeva una dose di droga in cambio di denaro. Immediato l’intervento dei militari, che hanno tentato di bloccare i due sospetti, riuscendo tuttavia a fermare unicamente l’acquirente.

Lo spacciatore si è allontanato di corsa, tentando invano di far perdere le proprie tracce, fino a che non è stato raggiunto all’altezza di via Monaco. Vistosi braccato, l’africano ha tentato un’ultima disperata manovra per evitare l’arresto, lanciandosi da una rampa alta oltre 4 metri. L’atterraggio non è stato certo dei più agevoli, ma poteva andare decisamente peggio. Nella caduta, infatti, il pusher si è procurato la frattura di un polso, e la fuga successiva nei bagni di un bar nelle vicinanze era ormai inutile. I carabinieri di Sassuolo sono piombati sull’africano e lo hanno tratto in arresto, facendolo salire sulla vettura di servizio.

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Prima di condurre l’uomo in caserma, tuttavia, i militari si sono dovuti occupare di trasportarlo in ospedale affinchè ricevesse le cure del caso. All’uscita dal pronto soccorso, all’africano sono stati riconosciuti 30 giorni di prognosi.

Una volta condotto al comando, il nordafricano è stato perquisito ed identificato dagli inquirenti. Si tratta di un 32enne di nazionalità marocchina, clandestino sul territorio nazionale e con una lunga lista di precedenti di polizia alle spalle. Addosso aveva 10 dosi di cocaina preconfezionate, oltre a 110 euro in contanti, provento dell’attività di spaccio. Dopo aver trascorso una notte dietro le sbarre delle celle di sicurezza della caserma, l’uomo ha subìto un processo per direttissima, in seguito al quale è stato condannato ad un semplice divieto di dimora nella provincia di Modena.

IL GIORNALE.IT

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