Golpe finanziario: “Basta un altro taglio del rating per la catastrofe dell’Italia”

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L’allarme rosso lo lancia il Corriere della Sera. Ed è difficile, leggendo l’articolo, non pensare a quando Matteo Salvini parla dei “giornaloni che lisciano il pelo allo spread”. Ricorda, il Corsera, come fra tre giorni Standard&Poor’s, l’altra grande agenzia di rating oltre a Moody’s, esprimerà un giudizio sulla tenuta del debito e potrebbe annunciare “prospettive negative” che preludono a un possibile declassamento tra pochi mesi.

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L’Italia entrerebbe così in territorio pericoloso: oggi ha un solo voto all’ultimo livello sopra “non investimento” (o “spazzatura”) per Moody’ s e appena due per S&P. Se entrambe arrivassero a “spazzatura” – bastano tre bocciature – enormi indici come Bloomberg/Barclays (2.500 miliardi di dollari) o il Ftse Russel government bond index (800 miliardi) per statuto non potrebbero più detenere carta governativa italiana. Le vendite all’ istante sui titoli di Stato di Roma potrebbero essere di oltre cento miliardi di dollari e il governo rischierebbe a quel punto di vedersi precluso l’ accesso ai finanziamenti che servono allo Stato per funzionare.

 

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