Manovra, il primo giallo. “A noi non risulta nulla”, cosa è sparito dal testo: caos Lega-M5s

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Il governo agisce ancora in solitaria e comunica l’abolizione del test di Medicina. Peccato però che il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, non ne sapesse nulla. “Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”, recita così il testo pubblicato sul sito del governo. La decisione, presa e comunicata ieri lunedì 15 ottobre, è molto più “drastica” di quanto si leggesse nel Def: “Si procederà – c’era scritto nel Documento di programmazione economica e finanziaria – alla revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso l’adozione di un modello che assicuri procedure idonee a orientare gli studenti verso le loro effettive attitudini”. Una frase, questa, che rendeva molto lontana e poco possibile la totale abolizione dell’esame d’ingresso. Si pensava solo a una mano del governo che avrebbe provato a rinforzare l’orientamento degli studenti per evitare che la massa si fiondasse sul corso di Medicina.

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Anche Bussetti è stato preso alla sprovvista: “Voglio essere sincero – dice durante una conferenza stampa a Venezia – a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche ma non mi risulta nulla di simile“. Così il ministro, assieme alla collega di governo, Giulia Grillo, vuole chiarire la questione e, in sede di Consiglio dei Ministri, aumentare sia gli accessi, sia i contratti delle borse di studio: “È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare. Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi. Per assicurare l’aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una prima riunione con tutti i soggetti interessati a cominciare dalla Crui”. Un cambiamento radicale, se si pensa che per anni i migliaia di futuri dottori che volevano entrare in questo mondo dovevano riuscire a superare un test a dir poco difficile.

 

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