Legittima difesa, il ministro Bongiorno: ‘Giusto sparare se qualcuno si intrufola in casa’

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“Chi sta dentro casa, se sente dei rumori e qualcuno che si muove dentro casa, non può fare indagini, può difendersi. Nell’incertezza si può difendere.”

Lo ha detto Giulia Bongiorno, ministro per la Pubblica Amministrazione e senatrice della Lega, in un’intervista ad Agorà, su Rai Tre.

“Chiunque entri in casa altrui per rubare o per uccidere ne accetta le conseguenze” così il ministro ha riaperto la discussione sulla legittima difesa, rilanciando una delle battaglie storiche del Carroccio che vede 5 disegni di legge incardinati a Palazzo Madama lo scorso luglio.

“Lei si immagini – ha continuato – uno che vive da solo e sente dei passi, ha la freddezza per fare un’indagine notturna e capire se chi cammina lo fa per rubare un oggettino o per uccidere?”. A quel punto la conduttrice le ha domandando se fosse giusto o meno sparare e Bongiorno ha risposto senza esitazioni: “Secondo me, sì.”

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In un’intervista al Messaggero, nei giorni in cui venivano presentati i ddl, il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, ha ricordato che quella sulla legittima difesa sia una loro “battaglia da sempre” sottolineando che ne avrebbero parlato principalmente con i loro partner di governo purché “sia chiara la direttrice su cui ci muoviamo”.

“Mutuando la legislazione francese – ha concluso – noi introduciamo la presunzione di legittima difesa. Significa che se uno entra in casa tua armato o comunque contro la tua volontà, qualunque reazione è considerata legittima”.

L’argomento ha scatenato un diverbio tra il vicepremier e il presidente dell’Associazione magistrati Francesco Minisci, il quale ha detto che si tratta di un disegno di legge “molto rischioso” di cui non si aveva bisogno perché la legge “regolamenta già in maniera adeguata tutte le ipotesi di legittima difesa”. Mentre così facendo si “rischierebbe addirittura di legittimare reati gravissimi, fino all’omicidio”.

 

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