“Basta zingari molesti”. Siamo tutti su quel treno

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Premessa. La capotreno che ha pronunciato le frasi in odor di razzismo diffuse dallo speaker in tutto il treno Milano-Mantova ha sbagliato.

Le sue parole vanno condannate. Non sarebbe però onesto fingere che il traffico ferroviario regionale sia senza problemi, e che i problemi, disservizi di Trenord a parte, non abbiano origine anche nel comportamento degli stranieri. Su quella linea io viaggio ogni giorno, da Cremona a Milano e ritorno. Insomma, sono un habitué del treno incriminato, con tanto di abbonamento. Alla mattina tutto tranquillo. D’estate gli studenti svaniscono e il treno è popolato in prevalenza da impiegati, professionisti e turisti.

Alla sera cominciano i problemi. Dopo le 20 e 30, la stazione di Milano Rogoredo è terra

di nessuno. Ogni due minuti un tossico si fa avanti al fine di ottenere una moneta «per mangiare». I sottopassaggi sono da percorrersi a testa bassa e passo di marcia. Tra Milano Centrale e Rogoredo, e poi tra Rogoredo e Lodi, salgono stranieri e nomadi, presumo senza biglietto, che chiedono soldi (ecco spiegate le parole della capotreno). Fanno una fermata e scendono per evitare guai. A proposito, è una impressione da pendolare, ma sembra che il controllo del biglietto, in certi orari, venga

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trascurato apposta. Altrimenti il malcapitato controllore dovrebbe buttare giù dal treno un terzo dei passeggeri ed essere cintura nera di karate. A rischio di sembrare razzista aggiungo che questo terzo è composto prevalentemente da stranieri di origine africana. Scena tipica: il controllore chiede il biglietto; lo straniero finge di non capire; il controllore insiste; lo straniero alza la voce e inizia a spingere; il controllore minaccia di chiamare i carabinieri. Lo straniero se ne frega. Di fatto il pagamento del biglietto avviene su base volontaria. Durante il viaggio non va meglio. Musica alta, piedi nudi sui sedili, grida al cellulare, aria qualche volta minacciosa. La linea Milano-Mantova può considerarsi lussuosa a fronte della decadenza di altre che, per mia sfortuna, frequento.

Il Cremona-Brescia e il Milano-Bergamo sono treni dell’antico West. Tempo fa sul Cremona-Pavia mi sono capitati un incendio della littorina e perfino un mini-deragliamento. Poi uno pensa che il costo del biglietto è ridicolmente basso. Se paghi un pugno di euro, cosa pretendi poi? I tramezzini e un Franciacorta? No. Mi accontenterei di non rischiare una coltellata quando vado a prendere il treno. IL GIORNALE.IT

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