Omelia per migranti e Ong. Il Papa non si arrende: “l’accoglienza va praticata.”

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A messa con gli immigrati per ricordare il suo viaggio a Lampedusa. Il Papa parla di accoglienza.

Una messa come inno all’accoglienza. Tutti i presenti hanno condiviso le parole del Papa. Ci sono stati anche attimi di commozione.

Leggiamo su Il Giornale:

Il Papa nella sua omelia è stato molto chiaro: “Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle. Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti”.

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E ad ascoltare le parole del Pontefice c’erano anche alcuni rappresentati delle Ong: “Tra i duecento partecipanti al rito vi erano rappresentanti della sezione migranti e rifugiati del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ospiti e assistenti delle strutture di accoglienza romane della Caritas, del Centro Astalli, degli scalabriniani e della cooperativa Auxilium,

i comandanti delle navi della Guardia costiera italiana impegnate nelle operazioni di soccorso, responsabili e operatori della Proactiva Open Arms, di Save the children e di Medici senza frontiere”, fa sapere l’Osservatore Romano.

Un punto però va specificato, Papa Francesco ha parlato di accoglienza e di quello che avrebbe fatto Gesù, ma anche chiesto ai migranti dei centri di accoglienza di rispettare la legge italiana.

Ha invitato tutti alla civiltà e al rispetto per una convivenza migliore.

 

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