Malta cede e lascia sbarcare la Lifeline. Salvini: “Successo per l’Italia”. Ma ecco cosa succederà alla nave

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Dopo giorni di confronto accesso, la questione della nave Lifeline è giunta ad una soluzione. Il governo di Malta è stata autorizzata allo sbarco oggi pomeriggio.

La nave era bloccata da quattro giorni in acque internazionali e inizialmente aveva ottenuto l’autorizzazione ad entrare in acque maltesi.

Successivamente, però, la nave dell’Ong tedesca ha avuto il permesso di attraccare nel porto maltese. C’è però una grossa novità, l’imbarcazione sarà sequestrata.

Al termine di un estenuante braccio di ferro, che si è concluso con una piena vittoria dell’Italia, è infatti arrivato l’annuncio del premier maltese Joseph Muscat. «La nave Lifeline avrà l’autorizzazione in giornata», ha detto assicurando che, dopo le cure sanitarie, i migranti saranno ricollocati in otto Paesi dell’Unione europea che hanno dato loro disponibilità.

«Ringrazio per questo Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Lussemburgo, Belgio e Olanda – ha spiegato Muscat – altri stati membri dell’Ue si sono rifiutati di accogliere i migranti». Inizialmente il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, aveva impedito a Berlino di accogliere una quota delle persone che si trovano a bordo della nave tedesca.

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La situazione si è poi sbloccata non appena la Valletta ha deciso di sequestrare l’imbarcazione della Ong tedesca. Una volta sbarcati, in ogni caso, verrà accertato quali migranti sono economici e quanti invece possono richiedere l’asilo. La nave Lifeline verrà invece sequestrata per avviare un’indagine sul comportamento di questi giorni.

«Il capitano – ha aggiunto Muscat – ha violato le leggi internazionali». Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha apertamente esultato per la risoluzione dell’ennesima crisi nel Mar Mediterraneo. «La nave fuorilegge Lifeline arriverà a Malta e lì verrà bloccata per accertamenti – ha detto il leghista – altro successo del governo italiano: dopo anni di parole, in un mese arrivano i fatti»“.

Una nave che ha chiaramente violato le regole della navigazione internazionale e che pertanto merita sequestro e indagini. Le Ong iniziano ad avere paura che la pacchia sia davvero finita.

 

 

 

 

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