Altro che Schlein e Conte: il campo largo ha un nuovo nome

Nel centrosinistra la partita per il 2027 è ancora lontana dall’avere un vincitore, ma intanto cominciano a comparire sul tavolo nomi e scenari capaci di rimescolare le carte. Il confronto tra Pd, Movimento 5 Stelle e le altre forze del campo largo resta segnato da divisioni e interrogativi sulla leadership. E proprio mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte restano i principali riferimenti politici, da Roma arriva un’ipotesi che merita attenzione.

Campo largo, il laboratorio che parte dalla Capitale
La premessa è tutta romana. Nella Capitale, infatti, i rapporti tra forze politiche che a livello nazionale continuano a viaggiare su binari tutt’altro che paralleli sembrano essersi fatti più distesi. Una situazione che potrebbe offrire un piccolo laboratorio per capire se il campo largo può davvero allargarsi senza esplodere al primo incrocio.
Il quadro riguarda soprattutto la prossima sfida per il Campidoglio. Italia Viva è già entrata nella maggioranza, mentre Azione viene indicata tra le forze pronte a sostenere la coalizione. Anche il Movimento 5 Stelle, dopo le forti contrapposizioni sul termovalorizzatore, appare oggi più vicino a un’intesa.


Campo largo, il nome che riemerge dalle trame romane
Ed è qui che entra in scena il nome destinato a far discutere: Roberto Gualtieri. Il sindaco di Roma è pronto a correre per il secondo mandato e, secondo la ricostruzione pubblicata da Dagospia, riprendendo elementi del Foglio, la sua possibile capacità di tenere insieme una coalizione molto ampia ha alimentato anche l’ipotesi di un futuro ruolo più nazionale.
Per ora, però, siamo nel territorio delle ipotesi politiche, non delle candidature ufficiali. Il dato concreto è che attorno alla Capitale si stanno sviluppando rapporti che coinvolgono esponenti del Pd, M5S e area centrista. Il Foglio ha raccontato, in particolare, l’incontro al Visionaria Urban Fest di Garbatella tra Giuseppe Conte e Goffredo Bettini, mentre pochi giorni prima nello stesso contesto era intervenuto Gualtieri.
Il tema del possibile federatore, dunque, nasce da questo intreccio romano e non da un’investitura già confezionata.
Campo largo, Gualtieri può diventare il federatore?
La domanda è proprio questa. Gualtieri potrebbe rappresentare, secondo lo scenario riportato da Dagospia, una figura in grado di parlare a mondi diversi del centrosinistra, partendo dall’esperienza di una coalizione romana più larga di quella che oggi sembra facilmente immaginabile sul piano nazionale. Il 15 settembre, inoltre, il sindaco sarà tra i partecipanti all’incontro organizzato dalla Fondazione Italianieuropei dal titolo significativo: “Governare le città, governare l’Italia”.
Ma c’è un gigantesco “se”. Prima viene Roma. E proprio da chi conosce bene le dinamiche del Campidoglio arriva una frenata. Claudio Mancini, parlamentare dem, ha definito fisiologiche le ricostruzioni su un possibile ruolo nazionale del sindaco e ha precisato: “Ma Gualtieri è una persona seria: nel momento in cui avrà rinnovato il mandato di fiducia con i cittadini romani sarà completamente impegnato in questa sfida”.
Anche sul fronte delle primarie il quadro resta aperto. Massimiliano Smeriglio, intervenendo nel dibattito raccontato dal Foglio, ha osservato: “Al di là di quello che ognuno di noi pensa”, le primarie sembrano ormai difficili da evitare, spostando così la discussione dal “se” al “come”.
Insomma, nessuna investitura e nessuna certezza. Ma un elemento politico c’è: mentre Schlein e Conte continuano a confrontarsi sulla direzione del centrosinistra, Roma sta diventando un osservatorio privilegiato per capire se il campo largo possa trovare una formula meno litigiosa. E dentro questo laboratorio, il nome di Gualtieri è comparso. Per ora, però, resta esattamente quello che è: un’ipotesi da verificare sul campo.




