“La prova che cercavo”. Garlasco, parla l’avvocato Bocellari: “Sono sicura”

Nel delitto di Garlasco ci sono parole che assumono un peso particolare, soprattutto quando arrivano da chi per anni ha seguito da vicino uno dei protagonisti della vicenda. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua infatti ad alimentare interrogativi, analisi e un confronto che ormai non riguarda soltanto quanto accaduto nella villetta di via Pascoli.

Al centro dell’attenzione resta Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata. La sua difesa continua però a lavorare sul fronte giudiziario, concentrandosi sugli elementi tecnici e scientifici che potrebbero essere valutati nell’ambito di un’eventuale richiesta di revisione del processo. E proprio mentre il dibattito sul caso non accenna a spegnersi, dalla sua avvocata sono arrivate dichiarazioni destinate a far discutere.

Garlasco, Giada Bocellari e la certezza maturata negli anni

L’avvocata Giada Bocellari, che difende Stasi da anni, ha infatti affrontato uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda: la convinzione personale maturata nei confronti del suo assistito. Non soltanto, dunque, gli atti processuali, le consulenze e gli elementi che compongono il fascicolo. Nelle sue parole entra anche un fattore differente, costruito lentamente attraverso il rapporto professionale e la conoscenza diretta dell’uomo.

È qui che emerge il passaggio probabilmente più significativo. Bocellari ha spiegato di essere arrivata a una certezza sull’innocenza di Stasi anche attraverso ciò che ha potuto osservare nel corso degli anni. “se negli anni la conoscenza anche umana ti porta a credere nella sua innocenza per vari fattori, oggi posso dire di esserne sicura”. Una sorta di prova personale, dunque, che l’avvocata sembra aver trovato proprio nella conoscenza umana di Alberto Stasi, maturata nel lungo periodo trascorso al suo fianco come legale.

Nelle dichiarazioni della penalista trova spazio inevitabilmente anche Chiara Poggi. Bocellari ha raccontato che Stasi continua ancora oggi a parlare della giovane, pur essendo consapevole di quanto ogni sua parola possa diventare oggetto di interpretazioni e polemiche. “Alberto ne ha parlato spesso e ancora oggi lo fa, ma sa che è pericoloso per lui. Qualsiasi cosa dica su Chiara potrebbe essere interpretata in maniera negativa”.

Un tema che si collega direttamente alla pressione mediatica sul caso Garlasco. Secondo Bocellari, l’immagine pubblica di Stasi sarebbe stata condizionata profondamente già prima della conclusione dell’iter giudiziario. Tra gli esempi resta la definizione del ragazzo dagli “occhi di ghiaccio”, diventata negli anni uno degli elementi ricorrenti della narrazione mediatica. Per la legale, invece, un procedimento dovrebbe trovare il proprio terreno naturale nelle aule di tribunale e nelle prove, evitando che il giudizio dell’opinione pubblica anticipi quello dei magistrati.

Sul piano strettamente giudiziario, intanto, la difesa di Alberto Stasi continua a concentrarsi sui possibili elementi tecnici e scientifici utili per valutare una revisione. Le convinzioni personali dell’avvocata, naturalmente, restano distinte dalle prove richieste in sede processuale. Ma Bocellari, dopo tanti anni trascorsi accanto al suo assistito, sul piano umano dice ormai di non avere più dubbi: quella certezza che cercava sarebbe arrivata anche conoscendo Alberto, giorno dopo giorno.

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