“Cosa ho visto!”. Garlasco, la rivelazione bomba sulla mamma di Sempio

Ci sono casi giudiziari che, a distanza di anni, continuano a riemergere con nuovi elementi, testimonianze e riletture investigative. Il tempo, in queste vicende, non chiude sempre le domande, ma spesso le moltiplica, riportando l’attenzione su dettagli che sembravano archiviati.

Nel lavoro degli inquirenti, soprattutto nelle indagini complesse, ogni elemento può assumere un peso diverso a seconda delle nuove acquisizioni. Intercettazioni, tabulati telefonici e testimonianze incrociate diventano così tasselli di un mosaico che viene continuamente riletto alla luce di nuove ipotesi investigative.

Le nuove audizioni dei carabinieri

Nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, i carabinieri di Milano hanno ascoltato per la seconda volta Antonio, vigile del fuoco in pensione residente a Vigevano.

L’uomo, già sentito in precedenza, è stato nuovamente convocato dagli investigatori per approfondire alcuni aspetti emersi nel corso degli ultimi accertamenti. La sua posizione è tornata al centro dell’attenzione investigativa dopo la consultazione di nuovi elementi documentali.

Dai tabulati telefonici relativi alla madre di Andrea SempioDaniela Ferrari, sono infatti emersi 17 messaggi scambiati con lo stesso Antonio la sera del 12 agosto 2007, poche ore prima del delitto.

Nel corso dell’audizione, l’ex vigile del fuoco ha confermato l’esistenza di una relazione extraconiugale con la donna, precisando che i due si incontravano a casa di lui a Olevano di Lomellina e che gli appuntamenti venivano concordati il giorno precedente. Ha inoltre escluso incontri a Vigevano, sottolineando che la donna “era sposata”.

Antonio ha anche dichiarato di non ritenere plausibile che la donna potesse recarsi sul suo luogo di lavoro a sua insaputa, pur essendo lui in servizio la mattina dell’omicidio.

Il nodo dello scontrino e le intercettazioni

Un ulteriore fronte investigativo riguarda la vicenda dello scontrino del parcheggio, indicato in passato come possibile elemento di alibi per Andrea Sempio.

In una conversazione intercettata il 22 ottobre 2025 tra i genitori dell’indagato, Giuseppe Sempio e la moglie, gli inquirenti hanno ritenuto rilevante una frase pronunciata dall’uomo: “lo scontrino lo hai fatto tu”, seguita da commenti ironici sulle ipotesi circolate in merito a un presunto supertestimone.

Secondo la lettura degli investigatori, questa affermazione potrebbe suggerire che lo scontrino sia stato prodotto all’interno del nucleo familiare, elemento che renderebbe meno solido l’alibi dell’indagato.

Le posizioni della difesa

Di segno opposto la ricostruzione fornita dai difensori di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che contestano l’interpretazione degli inquirenti.

Secondo la difesa, non esisterebbe alcuna frase in cui il padre dell’indagato afferma in modo esplicito che lo scontrino sia stato materialmente prodotto dalla moglie. Le espressioni registrate sarebbero invece parte di una conversazione dal tono ironico, senza valore probatorio diretto.

Gli avvocati sottolineano inoltre come la lettura proposta dagli investigatori non terrebbe conto del contesto complessivo della conversazione, che non indicherebbe una ricostruzione univoca dei fatti.

Elementi riaperti e nuove verifiche

Le nuove acquisizioni investigative hanno riportato al centro dell’attenzione sia la presunta relazione tra la madre di Sempio e l’ex vigile del fuoco, sia la questione dello scontrino del parcheggio, considerato un elemento chiave nella posizione dell’indagato.

Il lavoro degli inquirenti prosegue ora nella ricostruzione dei rapporti personali e delle tempistiche legate agli eventi dell’agosto 2007, in un’indagine che, a distanza di anni, continua a essere oggetto di approfondimenti e verifiche incrociate su più fronti.

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