Garlasco, terremoto di pochi minuti fa: “Il Pg Barbaini avrebbe suggerito di bloccare Pavia”

Emergono nuovi dettagli inquietanti dagli atti dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, il caso che da quasi vent’anni tiene banco nel panorama giudiziario e mediatico italiano. Secondo quanto riportato nell’informativa depositata dai carabinieri di Milano nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura di Pavia, si sarebbe delineato un quadro di possibili tentativi di interferenza nelle attività investigative, con coinvolgimento di figure di rilievo del mondo giudiziario.
Tra i nomi spicca quello di Laura Barbaini, ex sostituto procuratore generale in pensione, che secondo gli investigatori avrebbe suggerito ai legali della famiglia Poggi di coinvolgere formalmente la Procura Generale di Milano, nel tentativo di bloccare o rallentare le indagini in corso. La strategia, secondo gli inquirenti, avrebbe rappresentato un possibile tentativo di esercitare un “potere censorio” sull’attività della Procura di Pavia, che da tempo indaga sull’omicidio della giovane Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco.
L’informativa ricostruisce anche il ruolo di Barbaini in passato, evidenziando il suo sostegno all’accusa nel processo d’appello bis che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara. Nel 2016, la magistrata si occupò delle richieste di revisione del processo avanzate dalla difesa di Stasi, trasmettendo gli atti sia alla Corte d’Appello di Brescia sia alla Procura di Pavia. Un ruolo che, secondo gli investigatori, potrebbe assumere un peso particolare nelle dinamiche attuali.
Inoltre, l’atto riporta una nota firmata dalla stessa Barbaini e indirizzata al procuratore aggiunto Mario Venditti, relativa a una possibile apertura di un’indagine su Sempio, poi archiviata all’epoca. La presenza di questo documento alimenta ulteriormente il sospetto di un possibile tentativo di influenzare le indagini in corso.
Le tensioni tra la famiglia Poggi e gli investigatori emergono anche da una conversazione intercettata lo scorso maggio, nella quale si evidenzierebbe un atteggiamento di “totale opposizione” da parte dei Poggi rispetto alla nuova inchiesta condotta dalla Procura di Pavia. I toni sarebbero stati molto duri, alimentando un clima di scontro che si protrae da anni.
Il caso Poggi, che vede coinvolti ancora numerosi punti oscuri e tensioni tra le parti, continua a dividere opinione pubblica, magistratura e forze dell’ordine. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara, la vicenda rimane uno dei casi giudiziari più complessi e seguiti in Italia, con nuovi elementi che potrebbero riaccendere il dibattito e aprire nuovi scenari nelle indagini.
Restano ancora da chiarire le reali responsabilità e le eventuali interferenze esterne che hanno caratterizzato questa intricata vicenda giudiziaria.




