“Cosa ha fatto con Chiara”. Garlasco, bomba al TG1: Sempio intercettato, si mette malissimo

Nuovi sviluppi riaprono con forza il caso giudiziario che vede Andrea Sempio al centro dell’indagine per l’omicidio volontario aggravato legato al delitto di Chiara Poggi, in un contesto investigativo che continua ad arricchirsi di elementi, intercettazioni e consulenze destinate a incidere profondamente sul quadro accusatorio. A rilanciare l’attenzione sono state nelle ultime ore alcune rivelazioni diffuse dal Tg1 attraverso i propri canali social, dove emergerebbero contenuti intercettati che aggiungono ulteriori dettagli a una vicenda già complessa e segnata da anni di sviluppi controversi.

“Ho visto il video di Chiara e Alberto”, avrebbe detto Andrea Sempio in una delle conversazioni intercettate, secondo quanto riportato dal Tg1. Un’affermazione che si inserisce in una serie di ascolti su cui gli investigatori starebbero concentrando nuovamente l’attenzione. Ma è soprattutto un secondo passaggio, riferito a un’altra intercettazione, a far emergere un contenuto particolarmente delicato. Secondo quanto diffuso, Sempio, parlando da solo, avrebbe raccontato di aver contattato Chiara Poggi prima del delitto, tentando un approccio diretto. “Non ci voglio parlare con te”, sarebbe stata la risposta della ragazza, che poi avrebbe interrotto la telefonata. Una versione che, se confermata e contestualizzata, potrebbe assumere rilievo nell’ambito della ricostruzione dei rapporti precedenti al crimine.

“Nelle conversazioni intercettate AndreaSempio – parlando da solo – dice di aver chiamato Chiara prima del crimine, ha provato ad avvicinarsi e lei avrebbe detto: Non voglio parlarti e ha riattaccato”, ha inoltre riportato il Tg1, aggiungendo così ulteriore peso a un materiale investigativo che, secondo gli inquirenti, potrebbe contribuire a ridefinire aspetti centrali della posizione dell’indagato. Si tratta di frammenti che si sommano a una lunga serie di intercettazioni ambientali raccolte nel tempo, comprese quelle già emerse nella precedente inchiesta archiviata nel 2017.

Proprio nella mattinata odierna, Andrea Sempio, 38 anni, si è presentato all’interrogatorio davanti ai magistrati della Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, assistito dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia. Il confronto con gli inquirenti si è protratto a lungo, ma dopo una prima fase in cui i pubblici ministeri hanno illustrato in dettaglio gli elementi raccolti contro di lui, l’indagato ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una decisione che lascia invariata, almeno per ora, la strategia difensiva, mentre sul tavolo restano numerosi elementi accusatori.

Tra i punti centrali contestati dalla Procura figurano infatti dati già emersi progressivamente nel corso della nuova inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Il Dna attribuito a Sempio rappresenta uno degli assi portanti dell’accusa ed è stato oggetto del maxi incidente probatorio genetico. A questo si aggiunge la cosiddetta impronta 33, che secondo una consulenza dei pm sarebbe riconducibile proprio al 38enne, oltre alla vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano, considerato dall’accusa un falso alibi.

Il quadro si complica ulteriormente con altri approfondimenti tecnici, tra cui la consulenza medico-legale firmata da Cristina Cattaneo, che avrebbe modificato la collocazione temporale dell’orario della morte, introducendo una lettura che tenderebbe a scagionare Alberto Stasi. A questo si somma anche la relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico di Sempio, documento che contribuisce ad arricchire l’impianto investigativo.

Uno degli aspetti più significativi riguarda però il materiale delle intercettazioni. Già nella vecchia inchiesta erano state raccolte numerose captazioni ambientali nell’auto di Sempio, all’epoca commesso. Tuttavia, secondo la nuova indagine pavese, parte di quelle registrazioni sarebbe stata trascritta in modo non corretto nelle precedenti investigazioni coordinate dall’allora procuratore Mario Venditti, oggi a sua volta indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari insieme al padre di Sempio. Un elemento che potrebbe incidere sulla rilettura complessiva degli atti passati. Nelle ultime ore, inoltre, gli investigatori avrebbero presentato anche intercettazioni inedite, mai emerse pubblicamente prima, segnale di un’inchiesta ancora in pieno sviluppo. Al termine dell’interrogatorio, infatti, sarebbe stato chiarito allo stesso Sempio che il procedimento resta aperto e che il lavoro investigativo non è concluso. Una precisazione che conferma come la Procura stia continuando a scavare su ogni dettaglio, mentre il caso torna ad assumere una centralità assoluta nel panorama giudiziario italiano.

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