“Denunciato”. Mario Adinolfi, la mossa di Mediaset dopo i fatti di Fabrizio Corona

Mediaset e R.T.I., Reti televisive italiane Spa, hanno deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti di Mario Adinolfi. Secondo quanto emerge da documenti visionati da Fanpage, l’azienda di Pier Silvio Berlusconi con sede a Cologno Monzese ha depositato il 19 febbraio un’istanza di mediazione indirizzata al giornalista, aprendo di fatto la strada a una causa civile per risarcimento danni legata a presunta diffamazione a mezzo stampa. L’iniziativa riguarda una serie di contenuti pubblicati da Adinolfi negli ultimi mesi tra social network, video e articoli.
Nel procedimento viene chiesta in modo esplicito la rimozione immediata di 19 contenuti ritenuti dall’azienda “contenuti illeciti, diffamatori e lesivi”. Si tratta di interventi in cui il giornalista avrebbe accusato il gruppo televisivo di utilizzare “metodi ricattatori”, facendo riferimento a due vicende mediatiche che hanno attirato grande attenzione pubblica: il caso che ha coinvolto Andrea Giambruno e quello legato a Fabrizio Corona e Alfonso Signorini. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, queste affermazioni avrebbero contribuito a diffondere un’immagine profondamente negativa del gruppo televisivo.

Mediaset denuncia Mario Adinolfi: il motivo
Nel documento legale, Mediaset spiega le ragioni della propria iniziativa sostenendo che le accuse diffuse dal giornalista sarebbero “del tutto prive di fondamento e particolarmente lesive della reputazione e della dignità morale e professionale” delle società coinvolte e dei loro collaboratori. La denuncia sottolinea inoltre come l’azienda sia stata descritta pubblicamente come un ambiente “intrisa di dinamiche ricattatorie e sostanzialmente prostitutive”. Per questo motivo, secondo il gruppo, i contenuti diffusi da Adinolfi configurerebbero pubblicazioni “denigratori, diffamatori e falsi”.

Tra i passaggi citati nell’atto di mediazione compare anche la posizione assunta dal giornalista sul caso di Andrea Giambruno, ex compagno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Adinolfi aveva commentato la diffusione dei fuorionda del programma Striscia la Notizia definendola una “finta operazione” e parlando di “un atto di minaccia nei confronti del Presidente del Consiglio”, con l’obiettivo di “mettere all’angolo” Giambruno. Un’altra parte rilevante delle contestazioni riguarda le dichiarazioni sul caso Corona-Signorini. In un video pubblicato online, il giornalista aveva preso posizione contro quello che ha definito il “sistema Mediaset”, sostenendo che “il silenzio e l’omertà deriva dal fatto che gli attori del sistema mediatico o sono stati pagati o sperano di essere pagati, per questo tacciono o vanno contro Fabrizio Corona”.
La replica di Mario Adinolfi è arrivata poco dopo attraverso Instagram, dove ha confermato pubblicamente di aver ricevuto la querela. Nel suo messaggio il giornalista ha scritto: “Marina e Pier Silvio Berlusconi mi denunciano per aver criticato pratiche e metodi che conosco bene”. Nel post ha inoltre citato ancora una volta il caso Giambruno, parlando di una “carriera devastata per mandare un monito al premier”.


Nello stesso intervento Adinolfi ha rilanciato anche le sue accuse relative alla vicenda che coinvolge Alfonso Signorini e i programmi prodotti da Rti-Endemol, sostenendo che alcuni comportamenti sarebbero incompatibili con il codice etico dell’azienda. Infine ha rivolto un appello diretto all’Ordine dei giornalisti, chiedendo pubblicamente: “L’OdG ha niente da dire sul metodo intimidatorio della querela milionaria adottato dai fratelli Berlusconi? Si vuole continuare a premiare gli editori che ordinano l’omertà?”.
La controversia legale è solo all’inizio. Tuttavia Adinolfi ha già fatto sapere di non essere disposto ad accettare la proposta conciliativa avanzata dal gruppo televisivo, respingendola e definendo l’iniziativa giudiziaria come un tentativo di “censura” nei confronti di contenuti che, a suo dire, rientrerebbero nel diritto di libera informazione.




